Peyton Manning

La storia dello Sceriffo

Peyton Manning storia

Il 6 Marzo 2016, giorno che tutti gli appassionati NFL ricorderanno per sempre a causa del ritiro di uno dei più grandi QB della storia del Football americano, Peyton Manning.

Gli anni del College

Peyton Manning nacque a New Orleans, figlio dell’ex QB, proprio di New Orleans, Archie Manning e fratello maggiore di un altro futuro Hall Of Famer, Eli Manning, vincitore di ben due Super Bowl.


All’università il giovane Peyton Manning decise di giocare per Tennessee. Dopo una prima stagione di apprendistato, iniziò a farsi notare alla grande nel secondo anno con 22 TD lanciati e appena 4 intercetti che gli permisero di vincere tutte le gare tranne una, quella contro Florida Gators autentica bestia nera della sua carriera universitaria.

A fine stagione battè Ohio e vinse il Citrus Bowl, in più arrivò sesto nella corsa all’Heisman Trophy. L’anno dopo le statistiche peggiorarono, infatti chiuse con “solo” 20 TD e ben 12 intercetti, nonostante questo oltre alla sconfitta contro i Gators riuscì a confermarsi nel Citrus Bowl dove venne nominato MVP grazie a una prestazione Monstre, 408 yards e 4 TD.

L’ultimo anno di college lo chiuse con il record di 36 TD e 11 intercetti con ben 10 vittorie ed appena una sconfitta maturata contro i soliti Gators. Dopo una spettacolare vittoria su Auburn maturata con una gran rimonta guidata da Peyton Manning che chiuse con 4 TD lanciati, Tennessee arrivò a un passo dal titolo Nazionale; sarebbe servita infatti una vittoria contro Nebraska nell’Orange Bowl e una contemporanea sconfitta di Michigan nel Rose Bowl, ma la squadra crollò contro Nebraska e mancò il titolo.

Per la straordinaria stagione Manning vinse numerosi premi, ma mancò l’Heisman Trophy finito nelle mani dell’altro grande ritirato del 2016, Charles Woodson. Chiuse la carriera universitaria con il record di franchigia di 11201 yards passate e 89 TD passati, inoltre nelle 45 gare da starter ne vinse ben 39. L’Università del Tennessee ritirò la sua maglia, quella con il numero 16.

Manning ai tempi del college (Reuters/Corbis)

Peyton Manning sbarca nella NFL

Peyton Manning si prese una piccola rivincita sul rivale Woodson venendo scelto per primo assoluto dagli Indianapolis Colts al Draft del 1998. Iniziò subito da titolare e già dal primo anno mostrò le sue incredibili capacità con ben 3739 yards passate e 26 TD che gli permisero subito di abbattere il record di TD lanciati per un Rookie e le yards lanciate per un Rookie.

Fin dal primo anno Manning fu protagonista di grandi partite, come la splendida gara contro Steve Young in cui lanciò 3 TD, ma dovette arrendersi allo strapotere 49ers 34-31; oppure come la sfida contro i Jets dopo il quale fu nominato “Offensive player of the Week” grazie ai 3 TD lanciati che portarono i Colts alla vittoria. Non fu però tutto oro quello che luccicava il primo anno di Peyton Manning, che chiuse con appena 3 vittorie e soprattutto ben 28 intercetti.


Nel Secondo anno gli intercetti calarono vertiginosamente, infatti passò dai 28 dell’anno da rookie a 15, mentre la quota TD restò ferma a 26. Peyton riuscì, però, ad abbattere per la prima volta in carriera le 4000 yards chiudendo a 4135 yards, ma la cosa più importante quell’anno furono le 13 vittorie di Indianapolis, che si qualificò ai playoff guadagnando anche il bye.

I playoff però furono amari perché Peyton Manning dovette arrendersi ai Titans vittoriosi 19-16 in una partita in cui Manning non incise, chiuse infatti con un brutto 19/42 per 227 yards senza TD. L’anno si chiuse con una soddisfazione personale, arrivò infatti la prima convocazione al Pro Bowl.

Nel 2000, Peyton Manning alla seconda giornata lanciò ben 430 yards e 4 TD e qualche settimana dopo massacrò i Patriots con il primo passer rating perfetto in carriera. La Stagione si chiuse con i Colts che ebbero un record di 10-6, ma vennero eliminati ancora ai playoff nonostante il primo TD in Post-Season di Manning. Chiuse la stagione con ben 33 TD (primo della lega) e 4413 yards (Primo della lega), gli intercetti furono sempre 15.

Il 2001 fu una delle peggiori stagioni per Peyton Manning che chiuse con un record di 6-10 e ben 23 intercetti lanciati al fronte di “soli” 26 TD. Fu in questa stagione che Peyton incontrò per la prima volta il futuro grande rivale Tom Brady che però lo battè in entrambe le gare di quell’anno (all’epoca i Colts facevano ancora parte della Afc East).

Il 2002 iniziò con una novità, Jim Mora coach dei Colts fin dall’anno dell’entrata in NFL di Peyton Manning fu licenziato, a sostituirlo arrivò Tony Dungy.

Fu una stagione abbastanza strana per i Colts che iniziarono alla grande per poi avere una crisi di risultati, alla fine riuscirono comunque a qualificarsi per i playoff con un record di 10-6. Manning chiuse l’anno con 4200 yards e 27 TD, gli intercetti però furono ancora parecchi, 19. I playoff, però, continuarono a essere indigesti per Peyton Manning che subì una terribile sconfitta contro i Jets (41-0), gara in cui Manning lanciò 2 intercetti e appena 137 yards, fu la terza sconfitta su 3 gare per Peyton ai playoff.

Il premio di MVP

La Stagione 2003 fu una grandissima stagione per Peyton Manning che dopo un inizio eccellente si rese protagonista di una clamorosa rimonta contro i Buccaneers, vincitori del Super Bowl dell’anno prima. Sotto 35-14 a 4 minuti dalla fine Peyton lanciò 3 TD vincendo infine nel tempo supplementare 38-35. Un’altra gara storica di quell’anno fu quella contro il grande rivale Tom Brady.

I Patriots avanti 31-10, subirono una devastante rimonta di Manning che lanciò 3 TD portando in parità il match, ma i Patriots nel quarto quarto tornarono avanti 38-34; Peyton Manning portò i Colts sulla goal line, ma il RB Edgerrin James fu stoppato al quarto tentativo e Manning fu costretto a cedere ai Patriots. Peyton Manning chiuse l’anno con 29 TD lanciati, 4267 yards (migliore della lega) e soli 10 intercetti che gli valsero il primo titolo di MVP. I Colts chiusero 12-4 e dovettero giocare le Wild Card, stavolta però Manning dominò la gara con 5 TD lanciati e un passer rating perfetto ai danni dei Denver Broncos (sua futura squadra).


Al Divisional i Colts si imposero sui Chiefs, ma nel primo Championship della carriera Manning dovette affrontare il solito Brady, che vinse la gara (e poi anche il Super Bowl). Manning giocò una gara orrenda con ben 4 intercetti subiti. Chiuse la stagione giocando il Pro Bowl.

Nella stagione 2004, l’opening mise di fronte ancora una volta Manning e Brady, ma i Patriots si imposero ancora poiché il Kicker Mike Vanderjagt calciò fuori il potenziale calcio del pareggio. La stagione, però, proseguì alla grande per Peyton Manning che collezionò TD su TD e vittorie su vittorie. Chiuse alla cifra record di 49 TD passati superando il record stabilito da Dan Marino fermo a 48. Gli intercetti furono appena 10 e il record dei Colts fu 12-4, che valse la qualificazione ai playoff.

Ai playoff, dopo una grande partita con i Broncos (incontrati per la seconda volta consecutiva), dovette arrendersi ai soliti Patriots trascinati da Brady che volarono alla conquista del loro terzo Super Bowl. Manning iniziò a essere etichettato come QB vincente in Regular Season e perdente ai playoff.

La Stagione però fu pazzesca perché i numeri offensivi dei Colts furono incredibili, infatti ben 3 ricevitori superarono le 1000 yards (mai successo prima), oltretutto nella corsa al MVP prese tutti i voti tranne uno laureandosi ancora una volta MVP della stagione. Alla fine della stagione giocò come al solito il Pro Bowl vincendo anche lì il titolo di MVP.

Nella stagione 2005 i Colts iniziarono alla grande vincendo ben 13 gare consecutive tra cui la perla contro i New England Patriots, in cui Peyton Manning riuscì a battere finalmente Tom Brady. Poiché i Colts erano già sicuri del Bye e del seed #1 Manning riposò nelle ultime gare perciò non riuscì per la seconda volta in carriera a superare le 4000 yards, i TD furono 28 e gli intercetti furono sempre 10.

I Colts, che chiusero la stagione 14-2, dovettero affrontare gli Steelers del sophomore Roethlisberger nel Divisional.


Il quarto quarto di quella gara fu pazzesco; con gli Steelers avanti 21-10 Manning si fece intercettare da Polamalu a 5 minuti dalla fine, azione che sembrò chiudere la gara, la giocata però venne ribaltata da un challenge poiché il safety perse per un attimo la palla (giudicato fumble inizialmente e recuperato dallo stesso Polamalu); Peyton Manning allora guidò i suoi al TD e riuscì a convertire da 2 per Reggie Wayne.

A 4 minuti dalla fine, gli Steelers erano però ancora avanti e avevano la palla, un clamoroso drop di Hines Ward su un terzo down permise ai Colts di recuperare palla; con 2 minuti da giocare Manning ebbe la possibilità di vincere quella gara, ma su un quarto down venne sackato sulla propria goal line regalando praticamente il match a Pittsburgh.

Ma una partita leggendaria non poteva finire lì e infatti Jerome Bettis, il Runningback degli Steelers, perse clamorosamente palla ed i Colts recuperarono velocemente la palla e provarono il ritorno, ma Big Ben si aggrappò incredibilmente alla gamba del ritornatore fermando il ritorno.

Manning portò finalmente i suoi in raggio da field goal (sulle 27 Steelers), ma il Kicker Mike Vanderjagt calciò clamorosamente la palla fuori regalando la vittoria agli Steelers che andarono poi a trionfare al Grande Ballo. L’anno si chiuse in modo beffardo anche per la corsa al MVP che vide trionfare Shaun Alexander (RB di Seattle che perse il SB contro Pittsburgh).

Finalmente il Super Bowl

La Stagione 2006 fu quella del riscatto, dopo la vittoria del “Manning Bowl” (contro il fratello Eli), Peyton Manning trascinò i Colts a 12 successi al fronte di 4 sconfitte. In quella stagione batté ancora i Patriots e portò i Colts a una partenza di 9-0 prima di perdere con i Cowboys. Peyton chiuse la stagione al primo posto nella classifica dei TD passati (31) e con 4397 yards lanciate.

Ai Playoff non cominciò bene lanciando 3 intercetti contro i Chiefs, ma riuscì comunque a trionfare. Nel Divisional, i Colts batterono i Ravens in una gara che vide protagonisti i Kicker che segnarono tutti i punti del match, chiuso 15-6 con 5 calci a bersaglio di Adam Vinatieri.


Il match leggendario si ebbe nel Championship contro gli odiati Patriots del solito Brady. Il QB di New England trascinò i suoi a un vantaggio di 21-3 a cui anche Peyton Manning contribuì con un pick-six. Stavolta però Manning riuscì a scacciare i fantasmi del passato con una rimonta pazzesca che portò i Colts a segnare 32 punti nella ripresa, trascinando Indianapolis alla vittoria per 38-34 con ben 349 yards passate e 1 TD (più un altro su corsa).

Peyton Manning giunse così al primo Super Bowl dove lo aspettavano i Chicago Bears nel primo e unico Super Bowl piovoso della storia. La Partita iniziò malamente per i Colts, che furono beffati da Devin Hester che si fece immediatamente tutto il campo su ritorno di Kick-off segnando il TD più veloce di sempre al Grande Ballo.

I Colts guidati da Peyton Manning riuscirono a rimontare lo svantaggio grazie anche alle corse di Rhodes (113 yards e 1 TD) e Addai (77 yards corse e 66 in 10 ricezioni). Alla fine Indianapolis vinse 29-17 e Manning vinse il primo Super Bowl della carriera levandosi finalmente di dosso l’immagine del perdente, oltretutto fu nominato anche MVP del Grande Ballo.

Dopo la trionfale stagione 2006, il 2007 iniziò alla grande per Peyton Manning che portò i suoi a 7 vittorie consecutive prima dell’attesissimo match contro i soliti Patriots, che si presentavano a quel match anch’essi imbattuti.

La gara soprannominata “Super Bowl 41,5” mantenne le attese, Indianapolis andò avanti fino al quarto quarto 20-10 grazie al solito Peyton, ma nel finale Brady riuscì a segnare 2 volte fissando il punteggio sul 24-20. La partita ebbe ripercussioni su Peyton Manning che giocò male nelle partite successive con addirittura 6 intercetti nella sconfitta contro San Diego.


I Colts nonostante una seconda parte di stagione sottotono riuscirono a raggiungere i playoff con un ottimo record, 13-3 dietro agli inarrestabili Patriots che chiusero 16-0. Manning chiuse con 4040 yards lanciate, 31 TD e 14 intercetti, il massimo dai 19 del 2002.

Nei playoff dovette affrontare ancora una volta San Diego dopo la pessima gara di Regular season; il QB lanciò 402 yards e 3 TD, ma anche 2 intercetti, inoltre fallì il drive del possibile sorpasso che determinò la sconfitta per 28-24. Peyton Manning fu ovviamente convocato per il Pro Bowl e andò ad assistere al Super Bowl tra gli odiati Patriots e i New York Giants del fratellino Eli, che riuscirono a imporsi in uno dei Super Bowl più belli di sempre.

Ancora il premio di MVP

L’inizio del 2008 non fu dei migliori per Peyton Menning poiché ebbe diversi infortuni che lo costrinsero a saltare il training camp. La Stagione iniziò tra luci e ombre con i Colts che raggiunsero un record di 4-4. Manning, però, aiutò la squadra a vincere tutte le rimanenti partite compresa una vittoria sui Chargers che li avevano eliminati l’anno prima nei playoff. San Diego però riuscì comunque a rendersi protagonista dell’intercetto che fermò la striscia di Manning a 140 passaggi senza intercetti.

I Colts arrivarono all’ultima gara contro i Jaguars a giocarsi la qualificazione ai playoff, ma in quella gara Peyton Manning fu devastante. Fece 17/17 all’inizio chiudendo con uno straordinario 29/34 per 364 yards e 3 TD, che portarono i Colts alla vittoria e gli valsero il titolo di miglior giocatore della settimana.


Ai Playoff ebbe la possibilità di rivincita contro i Chargers e nonostante un 25/42 con 310 yards e 1 TD dovette arrendersi ai supplementari alla squadra di Rivers. I numeri finali di quella stagione furono 4002 yards, 27 TD e 12 intercetti che gli regalarono il terzo titolo di MVP che gli permise di agganciare Brett Favre.

Manning si confermò MVP nel 2009, fu infatti devastante con i suoi Colts vincendo ben 14 partite consecutive prima di cedere le ultime due gare. L’anno si chiuse con 4500 yards lanciate, 33 TD e 16 intercetti. Il Quarto titolo di MVP lo fece diventare il giocatore con più MVP nella storia della lega. Ma ai successi personali non si aggiunsero quelli di squadra perché dopo aver eliminato Ravens e Jets con due ottime prestazioni, i Colts vennero battuti dai Saints di Drew Brees nel Super Bowl.

Nel Grande Ballo grazie anche ad un ottimo attacco su corsa i Colts volarono sul 10-0, ma subirono la rimonta di Brees e compagni che furono la seconda squadra di sempre a recuperare 10 punti in un Super Bowl. Sul punteggio di 24-17 per i Saints fu proprio Peyton Manning a chiudere la gara facendosi intercettare da Porter che si fece tutto il campo fissando il punteggio sul 31-17 finale.

L’addio ai Colts

La Stagione 2010 si confermò avara di successi per i Colts che nonostante la qualificazione ai playoff con un record di 10-6 furono eliminati dai Jets in un match molto tirato finito 17-16. Peyton Manning chiuse la stagione con il maggior numero di completi e passaggi tentati in tutta la lega (450/679), 33 TD e 17 intercetti più il record personale di yards lanciate fino ad allora, 4700.

Le ultime delusioni sembrarono chiudere definitivamente la carriera di Peyton Manning, che subì un gravissimo infortunio al collo che lo costrinse a stare fuori tutta la stagione.

I Colts, che chiusero la stagione 2-14, ebbero il timore che Peyton Manning fosse ormai finito e decisero di non rinnovargli il contratto, e al draft presero Andrew Luck. Peyton invece diventò l’oggetto del desiderio di molte squadre, ma fu convinto dal grande Elway ad approdare ai Broncos.

L’arrivo ai Broncos

Ai Broncos vinse subito la prima battaglia riguardo il suo numero di maglia, che rimase il 18 nonostante fosse stato ritirato da Denver. Partì immediatamente bene battendo gli Steelers e raggiungendo i 400 TD in carriera, il più veloce a farlo. La stagione proseguì con alcune sconfitte per Denver tra cui la solita contro New England.

In un delicatissimo Monday Night contro i Chargers, sotto 24-0 Peyton Manning guidò una furiosa rimonta che vide i Broncos trionfare 35-24. La stagione si chiuse con il record di 13-3 che valse ai Broncos il primo posto della AFC. Per Peyton, invece, arrivarono ben 4659 yards, 37 TD e 11 intercetti. Ai Playoff, i Broncos dovettero affrontare i Baltimore Ravens di Ray Lewis in una gara freddissima.

La partita fu una delle più belle di sempre con Peyton Manning che iniziò male subendo un pick-six, ma fu capace di guidare una gran rimonta lanciando 3 TD e portando i Broncos a un minuto scarso dalla fine sul 35-28. Il QB Joe Flacco, però, riuscì a trovare un pazzesco lancio di 70 yards per Jacoby Jones portando la gara all’Overtime.

Il primo Overtime non vide gli equilibri spostarsi e fu necessario un secondo overtime nel quale Manning venne intercettato nel proprio campo, poco dopo Justin Tucker segnò il calcio della vittoria e per Peyton fu l’ennesima delusione in carriera. A fine anno fu premiato con il titolo di “Comeback of the year” mentre arrivò secondo nella corsa al MVP dietro al devastante Adrian Peterson.

La stagione dei Record

La possibilità di vendicarsi di Baltimore, Peyton Manning la ebbe nell’opening. La partita fu un massacro perché Peyton segnò la cifra record di 7 TD. L’inizio di quella stagione fu pazzesco sia per lui che per i Broncos con Peyton Manning che raggiunse la cifra record di 16 TD in appena 4 giornate, che gli valsero anche il record di maggior numero di TD senza intercetti. La striscia di TD senza intercetti venne fermata dai Cowboys, che però vennero comunque battuti grazie a ben 4 TD passati dal QB.

La prima sconfitta dell’anno gli venne inflitta proprio dalla sua ex squadra, gli Indianapolis Colts. Manning al primo match in carriera contro la sua ex squadra dovette arrendersi, anche perché i Colts furono trascinati da un gran Andrew Luck. Alla 12 giornata si ebbe il classico Manning-Brady, nonostante un inizio straordinario che portò Denver avanti 24-0, Brady riuscì a rimontare vincendo all’Overtime. Il Finale di stagione fu però tutto di Peyton che infranse un paio di record importanti.

Prima nella penultima giornata superò il record di TD in una stagione stabilito da Brady nel 2007 e poi nell’ultima giornata strappò a Brees anche il record di yards lanciate con 5477 yards. I Numeri finali furono pazzeschi, 5477 yards con 55 TD e solo 10 intercetti, che gli regalarono ovviamente il quinto titolo di MVP.

I Broncos continuarono con il loro strapotere offensivo anche nei playoff, dove batterono facilmente i Chargers e al Championship i Patriots. Peyton Manning chiuse quella gara con ben 400 yards lanciate e 2 TD che portarono la sua squadra al Super Bowl, il terzo della propria carriera. Il Super Bowl fu però un massacro perché la straordinaria difesa di Seattle, con l’incredibile secondaria guidata da Richard Sherman, distrusse l’attacco su passaggi di Manning.

Alla fine chiuse il Grande Ballo con 280 yards,1 TD e 2 intercetti (uno ritornato in TD). Il record di completi (battuto poi da Brady l’anno dopo) fu solo una magra consolazione.

Peyton Manning alza il Vince Lombardi Trophy durante il Super Bowl 50 (Ezra Shaw/Getty Images)

Il declino e l’ultimo Super Bowl

Lo smacco della stagione precedente venne subito esorcizzato da Peyton Manning che nell’opening diventò il secondo QB dopo Brett Favre a battere tutte e 32 le squadre della lega, infatti battè la sua ex squadra Indianapolis con 3 TD passati. Nella seconda giornata ebbe la possibilità di vendicarsi di Seattle, ma nonostante un drive vincente all’ultimo minuto fu sconfitto ai supplementari. La stagione proseguì con un altro record storico, quello di TD lanciati in carriera (superato anche qui Favre).

Lo spartiacque della stagione fu il solito match contro i Patriots di Brady. Ancora una volta la squadra di Brady trionfò e dopo questa sconfitta il rendimento di Peyton Manning calò vistosamente. Manning, infatti, fallì il record di Brees di partite consecutive con un TD fermandosi a 51 contro le 54 del QB dei Saints. Inoltre subì 4 intercetti nella sconfitta contro i Bengals che diede matematicamente il primo posto dell’AFC ai Patriots.


I Playoff furono l’ennesimo boccone amaro, infatti contro i suoi adorati Colts perse 23-13 con una gara parecchio al di sotto delle sue aspettative. A fine stagione fu convocato al 14esimo Pro Bowl in carriera che fu anche l’ultimo della sua incredibile carriera.

Il 2015 fu stato dal punto di vista statistico il peggior anno per Peyton Manning che confermò il calo subito l’anno prima. Dopo 9 partite aveva registrato appena 9 TD per addirittura 17 intercetti. Nella gara contro Kansas City riuscì però ad abbattere un altro grandioso record di Favre, quello di yards lanciate. La Gara però fu anche la peggiore in carriera, infatti lanciò per una ventina di yards con ben 4 intercetti e ottenne per la prima e unica volta in carriera un imbarazzante rating 0.

Dopo quella partita venne fuori un infortunio, che tenne Peyton fuori tutta la stagione regolare. Rientrò all’ultima giornata dove non fece molto, ma portò i suoi alla vittoria che consegnò ai Broncos il seed #1. Ai playoff i Broncos si affidarono alla loro difesa che riuscì a fermare subito gli Steelers nel divisional, portando Denver al Championship.

Nel Championship, Peyton Manning dovette affrontare il rivale di sempre Tom Brady, ma stavolta complice una gara perfetta della difesa dei Broncos e anche 2 TD di Manning per Daniels, Peyton riuscì a battere per la terza volta il rivale (in 5 incontri) e approdò al suo quarto Super Bowl. Il Super Bowl vedeva i Broncos sfidare i dominatori della stagione regolare, i Carolina Panthers (record 15-1). Con l’ennesima prova difensiva mostruosa grazie a un Von Miller praticamente immarcabile, Peyton Manning riuscì a vincere il secondo Super Bowl in carriera raggiungendo il fratellino Eli.


Le statistiche del Super Bowl furono abbastanza pessime, ma l’ultimo passaggio della carriera di Peyton fu un completo che valse la conversione da 2 punti che fissò il punteggio sul 24-10. L’ultimo successo valse a Peyton Manning l’ennesimo record, quello di vittorie, 200 vittorie contro le 199 del solito Favre.

Peyton è stato un giocatore dal talento impressionante ed è probabilmente il QB più talentuoso di sempre. Non sempre il suo talento è bastato e spesso ha mancato di lucidità nei momenti decisivi, che hanno portato molti a pensare che fosse un QB devastante in regular season ma normale ai playoff. In effetti le tante sconfitte subite ai playoff sono l’emblema di questa teoria, ma in compenso Peyton Manning ha abbattuto tanti di quei record che ormai abbiamo perso il conto.

Le sue incredibili doti sommate a un incredibile intelligenza tattica soprattutto nel leggere le difese, hanno permesso al suo attacco No Huddle di diventare uno dei migliori attacchi di sempre (sia ai Broncos che ai Colts). Altra sua caratteristica era quella di far cadere spesso la difesa in offside grazie alla parola magica “Omaha” che traeva spesso in inganno le difese.

I numeri finali della sua carriera sono pazzeschi, 71940 yards e 539 TD entrambi come già detto record NFL. L’ultimo Super Bowl, nonostante una stagione brutta, è stato il giusto plauso alla carriera di uno dei QB più dominanti e più rivoluzionari del gioco. Lo stesso Tom Brady, rivale di sempre di Manning, lo ha omaggiato dicendo che il gioco è cambiato grazie a Peyton. Peyton Manning resterà per sempre un’icona della NFL  e noi non possiamo che concludere con un grazie “Sceriffo”.

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