Guida per andare a vedere una partita NFL

Dove comprare il biglietto? Cosa fare prima della partita? Questa è la guida che fa per te

Ma l’America è lontana. Dall’altra parte della luna…” Così cantava Lucio Dalla in una delle sue più belle canzoni. Ed effettivamente, per gli appassionati italiani di Football americano, il pensiero di andare a vedere una partita allo stadio appare un’impresa notevole. Per fortuna, però, non è necessario aspettare Space X o qualche altra azienda visionaria per raggiungere la luna. In fondo si tratta solo di traversare l’Atlantico, comprare un biglietto e godersi lo spettacolo.

Non certo economico e alla portata di tutti, ok, ma nemmeno un sogno così irraggiungibile. Anche perché, che tu sia un super tifoso o un semplice turista, vedere dal vivo una partita di NFL è un rito assolutamente da vivere, per respirare la vera atmosfera degli States e assaporare l’epopea della conquista che ancora oggi tanto contraddistingue la cultura popolare statunitense. Prima di mettersi in viaggio, però, è meglio prepararsi a dovere, magari seguendo questa piccola guida che passa in rassegna tutto quello che c’è da sapere per seguire dal vivo una partita NFL.

INDICE

I biglietti

Condizione necessaria e indispensabile per entrare allo stadio: avere un biglietto. Le disponibilità non sono moltissime perché le squadre più blasonate hanno la grande maggioranza dei posti dello stadio riservati per gli abbonati (e se pensate di abbonarvi… sappiate che i tempi d’attesa sono nell’ordine dei 20 anni).

Sicuramente bisogna muoversi con largo anticipo, anche perché, proprio per la scarsità dell’offerta, i costi dei biglietti tendono a salire vertiginosamente più si avvicina il giorno del match. Per tutte le informazioni sull’acquisto ti ricordiamo la guida (nome/link).

Tralasciando il viaggio per arrivare negli Stati Uniti, capitolo a parte che ciascuno può gestirsi come meglio crede, il giorno della gara, generalmente la domenica, è bene dedicare l’intera giornata all’evento. Ovviamente non è un caso che le partite si giochino di domenica, giorno dedicato al riposo, alla condivisione e, di conseguenza, a quel rito pagano dal sapore tanto religioso che è lo sport.

La vestizione

Una volta nei pressi dello stadio, quale che sia, la prima cosa che colpisce è la maestosità delle strutture NFL, le luci, i colori, e la folla colorata che al grido di “Let’s go” fa entrare immediatamente nel clima partita.

Clima che, però, si vive al meglio con indosso qualcosa di una delle due squadre che si affrontano. Chi è abituato agli stadi di calcio italiani tende a tralasciare questo aspetto, ma nella cultura anglosassone (dalla britannica Premier League all’americana NFL) vestirsi con i colori della propria squadra è l’assoluta normalità.

L’effetto è quello di sentirsi subito “a casa”, parte integrante di quella grande famiglia che i tifosi dovrebbero idealmente incarnare. Se non possedete nulla che sia “in tema”, poco male: all’interno di ogni stadio c’è lo store ufficiale della squadra di casa nel quale sarà possibile acquistare ogni sorta di prodotto. Ma non solo: gli stadi di costruzione più recente hanno tutti nelle vicinanze un Mall, ossia un centro commerciale pieno di negozi di vario genere tra cui, naturalmente, alimentari e prodotti NFL. 

Raggiungere lo stadio

Per raggiungere lo stadio la scelta più indicata, diciamo nel 90% dei casi, è quella di noleggiare un’auto (cosa che si può fare se si è in possesso di una carta di credito e una patente europea). I motivi sono prevalentemente due: il primo è che spesso gli stadi sono fuori città e non sono facili da raggiungere con i mezzi pubblici, il secondo è che la festa inizia proprio nel parcheggio, con il Tailgate Party!

Se si arriva in auto, dunque, già quando ci si mette in colonna per accedere al parcheggio dello Stadio (prezzo medio 40 dollari) si inizia a intuire l’entità della festa. Se, invece, si opta per arrangiarsi con i mezzi… al Tailgate Party si può accedere comunque: nessuno viene escluso.

Il tailgate party

Il protagonista indiscusso di questo momento è il Pick-Up, nel cui portabagagli quasi sicuramente trova posto un BBQ, della birra ghiacciata, delle sedie e un tavolino. D’altra parte il nome “Tailegate” indica proprio lo sportello ribaltabile di chiusura dei Pick-Up, da lì, poi, esteso a tutti i portelloni delle auto.

Quello del parcheggio è davvero un momento integrante del rito collettivo della partita, non un semplice accessorio: per gli americani mangiare all’aperto, fuori dallo stadio, condividendo questo momento con amici, parenti e altri tifosi, è la regola.

Qualcuno, semplicemente, organizza una sorta di pic-nic con le persone venute allo stadio con lui, altri cucinano per tutti e chiedono un’offerta libera per condividere quanto cotto sulla griglia; altri ancora offrono birra e qualcosa da stuzzicare unicamente in cambio di una pacca sulla spalla e una bandiera dello stesso colore da sventolare insieme al suono della musica sparata dagli stereo portatili.

E per non farsi mancare nulla, c’è spazio anche per i tipici giochi della cultura americana, come per esempio il corn-hole, nel quale, molto semplicemente, uno o più giocatori cercano di centrare con una palla o con un sacchetto quadrato il buco presente su di una tavoletta rialzata.

Nello stadio

Quando è il momento di avviarsi allo stadio vero e proprio, è bene ricordarsi di lasciare tutto in auto, perché all’interno delle strutture vigono regole piuttosto severe che impediscono di portare borsoni o bibite dall’esterno.

Se si vuole portare un borsetta, meglio qualcosa di piccolo in cui mettere lo stretto necessario, altrimenti si sarà costretti ad acquistare le apposite borse trasparenti in vendita negli Store dello stadio (prezzo circa 15 dollari).

All’interno non mancano anche chioschi in cui comprare da bere e mangiare, anche se il menù non si discosta molto dal più classico junk food: pizza, patatine fritte, hamburger, birre e bibite gassate.


Affissi sui muri fuori dagli spalti si trovano i cartelli che ricordano le norme da seguire all’interno della struttura: le direttive variano in base alle scelte dell’azienda che gestisce lo spazio e alle disposizioni legislative previste dallo stato in cui ci si trova.

Alla base, ovunque, c’è sempre l’invito a mantenere una condotta rispettosa che non leda la sicurezza propria e altrui.
Inoltre in (quasi) tutti gli Stadi americani è vietato fumare, a meno che non siano previste delle apposite zone fumatori (come, per esempio a Cincinnati).

Dove non ci sono, come a Foxborough, casa dei Patriots, capita di vedere persone che, per soddisfare la propria necessità di nicotina, si nascondono dietro amici o colonne per sfuggire agli sguardi degli steward che controllano con attenzione che le regole vengano rispettate.

Naturalmente, ovunque sono previsti degli accessi riservati e delle vie preferenziali per persone con disabilità, per le quali è consentita la presenza di un solo accompagnatore (anche qui la disposizione può variare a discrezione della politica interna dell’organizzazione dello stadio).

La partita

Dopodiché non resta che controllare bene sul biglietto l’indicazione del posto e del settore da raggiungere. Settori indicati lungo il corridoio che percorre il perimetro dello stadio e di fronte a ogni ingresso. Una volta raggiunto il proprio posto, controllate bene anche sotto il sedile: non è raro trovare piccoli gadget di benvenuto (bandierina, bicchiere, stendardo, ecc).

Una piccola sorpresa da portare a casa a perenne memoria di un momento che difficilmente verrà dimenticato.

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