Broncos, Bears, Vikings e Dolphins: ora da dove ripartire?

In un convulso Black Monday, le quattro franchigie hanno licenziato i loro rispettivi allenatori

La regular season della NFL 2021-2022 si è appena conclusa e, mentre le 14 squadre coinvolte sono già focalizzate ai playoff, le altre 18 possono fin da subito pensare alle prossima stagione. Il primo passaggio, per la ristrutturazione di alcune franchigie, non può che passare dal così detto Black Monday, il giorno in cui si ufficializzano i tagli e i licenziamenti.

Soprattutto dopo una stagione come questa, in cui allenatori come Nick Sirianni e Zac Taylor hanno dimostrato l’impatto che un buon lavoro del coaching staff può avere, la scelta degli allenatori dovrà essere ponderata ancora più seriamente. Vediamo dunque quali sono stati gli eventi più significativi di questa convulsa giornata.

DENVER BRONCOS

Un giorno dopo la sconfitta 28-24 contro Kansas City, i Denver Broncos hanno deciso di esonerare Vic Fangio. Da oltre trent’anni nella NFL, passati tutti da giocatore e difensive coordinator, l’ormai ex HC di Denver ha, nel 2019, l’opportunità finalmente di guidare una squadra. Il bilancio però delle tre stagioni della sua guida non è affatto positivo; tre anni consecutivi senza mai raggiungere la post- season ed un record totale di 19-30 hanno convinto il General Manager Paton a concludere il rapporto con l’ex assistente allenatore dei Bears.

Fangio paga anche delle colpe non sue come, ad esempio, la mancanza di un Qb affidabile nel lungo periodo come dimostra il fatto che, in quella posizione, si sono alternati sette giocatori nel corso dei suoi tre anni di gestione. Ma la rapidità della decisione sembra far presagire che fosse nell’aria già da un po’.

Ora è il momento di voltare pagina e non mancheranno di certo i candidati di qualità da passare al setaccio, per cercare di raddrizzare il sentiero di un’organizzazione che non ottiene i playoff da quando ha vinto il Super Bowl nel 2016. Come riportato dal sito della CBS sono 4 i nomi più probabili in queste ore e riguardano: Dan Quinn, Defensive Coordinator dei Cowboys, Jim Harbaugh, Head Coach a Michigan, Doug Pederson, ex Philadelphia Eagle, e attualmente disoccupato e Eric Bieniemy, l’Offensive Coordinator di Patrick Mahomes ai Chiefs.

Il compito del nuovo allenatore sarà dunque quello di ereditare una situazione non semplicissima, resa ancora più complessa da un probabile cambio di proprietà. Allettante d’altro canto dovrebbe essere la possibilità di allenare e far crescere un core giovane di giocatori, tra i quali spiccano Patrick Surtain II e Javonte Williams. Il passaggio fondamentale per la crescita di tutta l’organizzazione deve dunque arrivare dall’off- season, nella quale dovranno prendere una decisione e trovare finalmente un Qb capace di guidare i compagni. È inevitabile, che il cambio di rotta tanto auspicato dai fans passi da qui, oltre che dalla scelta dell’allenatore.


CHICAGO BEARS

Un’altra squadra, che sappiamo già da ora dovrà rivedere la propria guida è Chicago, dopo aver licenziato non solo il coach Matt Nagy, ma anche il general manager Ryan Pace. Uno stravolgimento totale ma che sembra necessario dopo la brutta stagione (6-11) terminata con la sconfitta contro i Vikings.

Il problema principale dei Bears è stato quello che riguarda la valorizzazione di un Justin Fields buttato nella mischia forse troppo presto e apparso troppe volte in difficoltà in questa stagione, ma sul quale la proprietà sembra puntare moltissimo. Dopo la splendida stagione 2018, da rookie, che gli valse anche il titolo di coach of the years, oltre la conquista della NFC North, Nagy ha vissuto stagioni altalenanti, vissute sempre in bilico ma che non gli hanno impedito, lo scorso anni di qualificarsi ai playoff.

Matt Nagy

Per quanto riguarda questa stagione però, a compromettere la sua posizione, ci si è messa una difficoltà offensiva eccessiva e palesata con inquietante continuità; solo una volta oltre i 30 punti e 27esimo attacco di tutta la lega. Dato ancora più deludente soprattutto se consideriamo il suo passato come offensive coordinator. Attualmente i nomi più caldi per sostituirlo sono quelli di Brian Flores, appena mandato via dai Dophins (come vedremo più avanti), e di Eric Bieniemy.

Ma oltre la delicata situazione dell’HC, a Chicago, c’è anche da riempire la posizione lasciata libera dalla forzata partenza del General Manager Ryan Pace, nel corso di un’operazione di ristrutturazione societaria resasi necessaria dai troppi errori commessi, specialmente nelle trade, gli ultimi anni. Anche qui l’obiettivo è chiaro, non disperdere il giovane talento di Fields, puntellando la linea d’attacco, e salvaguardando, e se possibile migliorando, una linea di difesa che, guidata da Roquan Smith, è risultata sesta, per yard concesse, in questa stagione.

La notizia più positiva però, per chiunque dovrà lavorarci, è la quantità di spazio salariale a disposizione della squadra che dovrà scegliere bene; a quanto pare non solo per la panchina.


MINNESOTA VIKINGS

Dopo la delusione per la mancata qualificazione ai play-off, sfumata definitivamente con la sconfitta contro GreenBay, è ora di cambiamenti anche in casa Vikings che, dopo 8 anni salutano Mike Zimmer. In otto stagioni alla guida dei Vikings, Mike Zimmer ha collezionato un record di 72-56-1, culminato con la sconfitta in finale di conference contro i, poi futuri campioni, Philadelphia Eagle. La squadra, che quest’anno ha visto definitivamente sbocciare il talento di Justin Jefferson, oltre alle solite e ormai note corse di Dalvin Cook, ha però chiuso la seconda stagione consecutiva a meno di .500 troppe, anche qui per una squadra abituata a frequentare l’off-season.

Il più grande punto interrogativo resta il contratto molto pesante del 33 Kirk Cousin.
I vikings infatti, sono una delle squadre con il minor spazio salariale disponibile, e nonostante l’ex QB di Washington rappresenti una garanzia nel ruolo, con lui in quattro anni sono arrivati ai playoff solo una volta. È dunque letteralmente l’inizio di una nuova era in Minnesota dopo che, dopo ben 16 lascia la propria posizione anche lo storico GM Rick Spielman.

“Sono onorato di essere stato una parte dell’organizzazione Minnesota Vikings e questa comunità incredibile per gli ultimi 16 anni” ha commentato Spielman, “La gente di questo stato ha accolto me e la mia famiglia e ci ha trattato con il massimo rispetto durante tutto il nostro mandato”. Il compito però, dei nuovi arrivati si prospetta come uno dei più interessanti e appetibili dell’intera lega; avranno il compito di guidare una squadra con un attacco molto interessante, una proprietà paziente e stabile, uno stadio nuovo e una piazza che da troppo tempo aspetta di mettere le mani su qualcosa di importante.

Anche in Minnesota perciò c’è parecchio lavoro da fare, in una division, la NFC North, in cui anche i Bears hanno cambiato parecchio e con una Green Bay che, anche se in questa stagione sta viaggiando ad un ritmo impressionante, potrebbe subire notevoli cambiamenti in off-season (vedi Aaron Rogers).


MIAMI DOLPHINS

Probabilmente l’epilogo meno atteso, di questo convulso Black Monday, arriva dalla Florida. Dopo essere entrati nel mese di Novembre con un record a dir poco complicato (1-7) i Dolphins hanno chiuso la loro regular season con un incredibile 9-8, ed una vittoria contro i Patriots che ha esaltato l’Hard Rock Stadium. Ma neanche dodici ore dopo, Stephen Ross ha deciso di esonerare comunque Brian Flores.

“Un’organizzazione può funzionare solo se è collaborativa e funziona bene insieme”, ha detto Ross, “E non credo che stavamo davvero lavorando bene, perlomeno non nel modo che ci sarebbe voluto per vincere costantemente a livello NFL”. Il mandato triennale di Flores, si è concluso con un record di 24-25 e nessuna apparizione ai playoff, ma comunque ha ottenuto le prime stagioni consecutive vincenti di Miami dal 2003.

Brian Flores e Tua Tagovailoa

Tutto questo però non è bastato ad evitare il licenziamento, frutto probabilmente anche di una difficile gestione del suo staff; diversi coordinatori offensivi ogni anno, due coordinatori difensivi e quattro allenatori della linea offensiva, uno dei quali è stato licenziato qualche giorno dopo il traing camp.

Se, come dimostrano le voci, Flores non avrà problemi a trovare un posto in sideline il prossimo anno, il suo successore avrà il compito non semplice di rompere una catena di insuccessi che si protrae da molto tempo. Infatti, in questa stagione le uniche classifiche in cui Miami si è imposta sopra il 21esimo posto sono: le yard passate a partita (17o) e le conversioni al terzo down (13o). A tutto questo va aggiunto che Miami non ha un attacco da top-10 dal 1995, rappresentando la striscia più lunga nella storia NFL.

Si parte però da una certezza, si parte da Tua Tagovailoa, sul quale la società ha affermato di voler assolutamente puntare: è lui perciò la stella da seguire per il nuovo Head Coach, con la speranza e la volontà di rompere un ciclo negativo iniziato molto tempo fa e che sembra non finire mai in casa Dolphins.

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