Field Goal: i tre temi più interessanti della quattordicesima giornata NFL

L'analisi, da tre punti, della quattordicesima giornata di campionato

L’ultimo Carneade fatto grande da Tom Brady, l’orgoglio di Josh Allen, i dolori fisici e di crescita tecnica di Lamar Jackson. Sono questi i tre punti del Field Goal della settimana, dopo la 14ma domenica di football NFL. Buona lettura! 

I RICEVITORI DI BRADY

Al 700mo passaggio da touchdown, l’ennesimo record, ça va sans dire, arriva il secondo in un supplementare per griffare il successo al fotofinish. Il passaggio da 58 yards e la meta di Breshad Perriman di stavolta fa il paio con quello del 2003: allora le yards furono 82 e il beneficiario Troy Brown, tuttofare dei Patriots. Perriman era stato tagliato da Lions e Bears e inizialmente firmato da Tampa per la squadra d’allenamento. Ora è diventato l’autore della meta sinora più importante della stagione dei campioni in carica, quella che consente loro di restare in corsa per la prima testa di serie nella NFC. Dopo aver sconfitto Buffalo, la squadra forse di maggiore qualità affrontata, nonostante il record deludente. Quando si analizzano le prestazioni stagionali di Brady, 44 anni, che si gioca l’MVP con Rodgers, con 4 partite rimaste da giocare e un comune 10-3 di record di squadra, si tende a sottolineare la qualità dei ricevitori. Vogliamo dirla tutta? Una mezza verità. Come lo scorso anno difficilmente Brady avrà un (altro) membro dell’attacco selezionato per il Pro Bowl. Godwin ha scollinato le 1000 yards, ma i mediocri playoff 2020 raccontano che è ancora lontano dall’élite del ruolo, da Adams, Jefferson e Kupp. Evans è una macchina da touchdown, ma fa trattenere il respiro ai suoi tifosi ogni volta che corre una traccia meno scolastica del solito: alto, ottime mani, ma confuso quando deve andare oltre il compitino, perde orientamento, traccia dell’ovale e del cornerback. Brown prima s’è rotto, poi è stato squalificato per 3 partite per aver falsificato la certificazione di vaccinazione. I giovani Johnson e Miller sono involuti. Gronk è rientrato col botto, ma dopo aver saltato mezza stagione, infortunatosi contro i Rams. Insomma, Brady ha fatto miracoli. Guida la lega per yards lanciate, 4.136, e touchdown, 36. Aveva già fatto felice un Carneade, Cyril Grayson, trovato per una meta da 50 yards a New Orleans, contro i Saints. Ora il bis. Ci mette tanto del suo…

Breshad Perriman

L’ORGOGLIO DI ALLEN

Sotto 24-3 a Tampa all’intervallo i Bills avrebbero potuto mollare. Tre mete di svantaggio a casa Brady: la sconfitta non era quotata. Potevano risparmiarsi per giocarsi al meglio le prossime cruciali 4 gare. Invece sono tornati sotto, sino a forzare l’overtime. Allen ha lanciato per 308 yards e corso per 109. Ha segnato 3 mete complessive a fronte dell’iniziale intercetto di Sherman. Ha sacrificato il corpo correndo da running back designato, mandato al macello, come colpi da incassare. Per Coach McDermott era evidentemente l’unico modo plausibile di correre contro il front 7 dei Bucs. Ha finito zoppicante, ha detto che non sarebbe uscito per nessun motivo al mondo – “fa male, ma questo è il football”- , ha mostrato cuore, gambe e braccione. Ed è stato capace di fare la differenza con la gara in bilico, sino alla magia di Brady. I Bills devono preservarlo e tenerselo stretto, per oggi e per domani. Arians l’ha paragonato al miglior Newton, con braccio superiore. E’ più accurato, soprattutto. Comunque vada questa stagione in chiaroscuro lui è la soluzione, non il problema, per Buffalo. 

Lamar Jackson dolorante a terra

I DOLORI DI LAMAR

Lui è un running back a tutti gli effetti. E a forza di correre tra manzi giganteschi con intenzioni ostili, s’è fatto male. Vittima della pass rush dei Browns: la caviglia destra si è girata a Cleveland, non è riuscito a uscire dal campo sulle sue gambe. Togliamoci il pensiero, lo dico da quando fu nominato MVP, e allora non era facile: non è quarterback top 10 NFL per valore assoluto, fatica a restare nella prima metà, nonostante sia atleta eccezionale, elettrico. Running back alto, eppure elusivo come pochi. Il sistema offensivo dei Ravens esalta le sue caratteristiche. Ma i risultati playoff parlano chiaro: appena una vittoria. Nel 2020 aveva deluso, nel 2021 ha fatto peggio: 16 touchdown, 13 intercetti. Non è competitivo, da passatore. Limiti di letture di gioco, accuratezza e tecnica. Huntley s’è fatto preferire da subentrato, e non parliamo di Mahomes. Coach Harbaugh ha fatto un capolavoro a Baltimore: considerati gli infortuni di running back e cornerback il record 8-5 è grasso che cola. La squadra non molla, unita. Ha scampato finali in volata rocamboleschi sfruttando le qualità di Tucker, il Brady dei kicker, il migliore di sempre nel ruolo. Lamar ha 24 anni, ma un gioco che logora. Clessidra che scorre a velocità doppia di quella dei pari ruolo. O vince subito o sarà sempre meno facile, perdendo smalto atletico, accumulando colpi. I Ravens ci pensino bene prima di legarsi mani e piedi a lui per gli anni a venire. 

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