I migliori e i peggiori dell’undicesima giornata NFL

Top e Flop: chi sono stati i migliori e i peggiori dell'undicesima giornata di campionato?

I 3 migliori e peggiori giocatori della undicesima giornata di campionato: ritorna Top e Flop, la rubrica più amata di The Blitz. Sempre più immediata, famelica e pungente.

TOP 1: JONATHAN TAYLOR, RB COLTS

Jonathan Taylor ha vissuto un pomeriggio da sogno, risultando imprendibile per la difesa dei Bills. Il running back dei Colts firma 5 touchdown e guadagna oltre 200 yard dalla linea di scrimmage. Con le 5 realizzazioni, l’ex Wisconsin ha stabilito anche il nuovo record di franchigia. Taylor è attualmente il miglior corridore dell’anno con 1444 yard guadagnate e 15 touchdown, numeri che hanno riportato Indianapolis in zona playoff e che lo candidano di diritto al premio di MVP, come hanno invocato i suoi compagni nel post-partita.

TOP 2:

L’uomo copertina del Sunday Night Football è stato Justin Herbert, che sforna una prestazione magnifica. Il quarterback completa il 73% dei lanci per oltre 350 yard e 3 touchdown, mettendo in mostra inoltre il suo atletismo con 90 yard su corsa. L’ex Oregon rovina la rimonta degli Steelers con il lancio decisivo per Williams a pochi minuti dalla fine, segnando un touchdown fondamentale anche in chiave playoff: i Chargers grazie a questa vittoria hanno superato proprio Pittsburgh. Herbert fu scelto solo alla 6 nel draft 2020, qualcuno si starà pentendo di non averlo selezionato prima?

TOP 3: JUSTIN JEFFERSON, WR VIKINGS

Justin Jefferson sta dimostrando di essere uno dei giocatori più spettacolari ed elettrizzanti della lega. Nell’affascinante sfida contro i Packers, Jefferson mette a segno due touchdown e riceve ben 169 yard, massimo stagionale per lui. Il duo con Thielen è un incubo per le secondarie della NFL. L’ex LSU è già nella top 10 (se non in top 5) dei ricevitori, riuscirà a trascinare i suoi Vikings ai playoff?


FLOP 1: RYAN TANNEHILL, QB TITANS

Il quarterback di Tennessee e la continuità hanno viaggiato su due binari paralleli fin dai tempi di Miami, la partita contro Houston ne è l’ennesimo esempio. Ryan Tannehill da quando è alla guida dei Titans ha contribuito in maniera importante a rendere Tennessee una delle squadre più solide della lega, senza però riuscire a fare il salto di qualità decisivo per vincere il titolo. Nessuno si sarebbe aspettato di vedere i Texans vincere a Nashville e nessuno poteva immaginare che il quarterback dei padroni di casa lanciasse 4 intercetti, che al netto del risultato rallentano il percorso di Tennessee verso la prima seed dei playoff. Sembra che l’infortunio di Henry abbia reso l’attacco dei Titans prevedibile.

FLOP 2: ZACK MOSS, RB BILLS

Contro il solido front seven dei Colts, Josh Allen e compagni non sono riusciti ad imporre il loro gioco offensivo, i meriti di Indianapolis finiscono dove iniziano i demeriti di Zack Moss, che è sparito totalmente dal match rendendo l’attacco dei Bills monodimensionale. Il running back titolare di Buffalo corre appena tre volte per cinque yard di guadagno. I Bills è dall’inizio della stagione che soffrono nel gioco di corsa (affidato più all’atletismo di Allen che ai running back) e se vogliono puntare a qualcosa di importante avranno bisogno di un contributo maggiore da parte di Moss e il resto del back field.

FLOP 3: KYLE PITTS, TE FALCONS

Nella disfatta di Atlanta contro New England salta all’occhio la giornata no di tutto l’attacco dei Falcons. Con l’assenza di Ridley toccava al rookie Kyle Pitts fare il salto di qualità e diventare il bersaglio principale di Matt Ryan. Nonostante la giovane età, Pitts sta giocando una buona prima stagione, tuttavia contro i Patriots è stato limitato per tutta la gara dalla difesa di Bill Belichick che gli ha concesso appena tre ricezioni. Vista l’inesperienza ed il ruolo primario che è chiamato a ricoprire, Pitts gode di tutte le attenuanti del caso, però da un giocatore del suo talento ci si aspetta sempre grandi giocate nei momenti di bisogno per i Falcons.

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