E ora potrebbe cambiare tutto…

Stagione finita per Henry e Winston, mentre non si placano le polemiche su Rodgers positivo al COVID e non vaccinato. Il terremoto degli ultimi giorni rischia di ribaltare il campionato

Nel football, si sa, i bollettini di guerra fanno parte del gioco. Ma è fin troppo ovvio ribadire come l’incubo peggiore di tifosi, allenatori di Fantasy, e soprattutto di giocatori e coach in carne e ossa, tenda a concretizzarsi in una formula tanto semplice quanto amara: “season ending injury”.

Nello scorso week end – non a caso quello di Halloween – questa paura è diventata realtà per una serie di nomi di un certo spessore. Così, entrando in quella week 9 che segna più o meno il giro di boa di metà stagione, la sensazione è di trovarsi di fronte a uno di quei punti di svolta non certo positivi, ma che in qualche modo hanno un impatto sul campionato e ne cambiano gli equilibri. Derrick Henry e Jameis Winston sono i nomi che pesano di più, in questo senso: il primo in modo particolare, ma c’è chi era pronto a scommettere anche sul secondo, vista la vittoria dei Saints sui campioni uscenti di Tampa Bay e una offense in black & gold che sembrava aver trovato un po’ di continuità.

In questi casi far passare un po’ di giorni è sempre cruciale: sono quelle, infatti, le ore in cui i timori più neri si dissolvono o si concretizzano. Adesso, però, i team della NFL si apprestano ad andare avanti, e a beneficio di chi segue da fuori abbiamo deciso di fare un giro dietro le quinte, per vedere cosa si dice nei corridoi delle “infermerie” ai margini del gridiron.

Tennessee perde il suo titano

Partire da Derrick Henry è d’obbligo. Fino a pochi giorni fa il running back dei Titans era al lavoro per abbattere – oltre agli avversari che tentavano di bloccarlo – anche i record per le iarde in corsa e per le iarde conquistate dalla linea di scrimmage. Le cose sono cambiate domenica scorsa, durante la partita vinta all’overtime per un soffio contro gli Indianapolis Colts. Henry si è fatto male durante una corsa nel primo quarto, e ha stretto i denti: nel terzo è tornato in campo, e nell’ultima frazione di gioco ha pure agganciato una conversione cruciale su un quarto down, resistendo a diversi placcaggi. Un finale che lasciava ben sperare, giusto prima della doccia fredda: frattura all’osso del quinto metatarso del piede destro.

 

Martedì scorso Henry è stato operato, e secondo le indiscrezioni riportate dalla giornalista Dianna Russini, l’intervento sarebbe andato bene. Bene nel senso che uno tra i possibili esiti potrebbe vedere il suo ritorno in campo tra la settimana 14 e la 18: vale a dire che se i Titans ci mettono un pezza, il loro running back potrebbe farcela in tempo per i playoff. Certo, questo è lo scenario più ottimistico: sul piatto resta sempre la possibilità che la stagione, per Henry, sia finita qui.

Nel dubbio, la palla – è il caso di dirlo – passa al QB Ryan Tannehill, che per inciso sa di cosa si parla, avendo subito un infortunio simile nel suo anno da senior (il 2011) alla Texas A&M. Di sicuro la frattura di Henry assesta un duro colpo alle ambizioni di Tennessee per questa stagione. Anche solo agganciare i playoff non sarà semplice, perché la offense dei Titans conta giocatori di talento come Julio Jones e A.J. Brown, ma nessuna arma sembra valere – almeno sulla carta – l’apporto di “King” Henry. A provarlo, un dato su tutti: 937 iarde conquistate su corsa, mentre fino a giovedì nessuno degli altri running back nella lega aveva ancora superato le 600.

Domenica prossima (lunedì notte, in Italia) ci sarà modo di vedere se la ricetta alternativa per l’attacco dei Titans ha il potenziale per portare in fondo la stagione: in programma, infatti, c’è il match in casa dei Los Angeles Rams, e c’è da scommettere che come test non sarà per niente facile.

Saints: avanti il prossimo

La sensazione, a New Orleans, è quella di essere tornati al punto di partenza: vale a dire all’estate, in cui non si riusciva a capire quale quarterback si sarebbe seduto sul trono di Drew Brees. Jameis Winston, alla fine, aveva raccolto l’eredità con una parola d’ordine ben chiara: prudenza. Il gioco dei Saints, finora, aveva fatto vedere pochi lanci, forse nel tentativo di esorcizzare lo spauracchio “winstoniano” degli intercetti. Il bilancio era ancora tutto da tracciare, anche perché Jameis, al pari della sua squadra, aveva fatto alcune cose buone e altre meno buone.

 

Alla fine, comunque, New Orleans appare ancora in corsa: secondo posto nella NFC South, e vittoria contro i divisionali leader e campioni uscenti, ovvero i Tampa Bay Buccaneers di Tom Brady. Una vittoria, però, arrivata a caro prezzo: lo starting quarterback dei Saints, infatti, ha abbandonato il campo prima della fine del match con una lesione al legamento crociato, e pare anche al legamento mediale. In altre parole, stagione finita.

Piove sul bagnato, perché l’infortunio di Winston è arrivato praticamente nello stesso momento in cui il ricevitore Michael Thomas annunciava complicanze dopo l’intervento alla caviglia, tali da chiudere anche per lui una stagione in realtà mai iniziata. La offense di New Orleans si ritrova quindi senza due tra le sue armi principali, e mentre le speranze per le partite a venire vanno ad appoggiarsi sulle spalle – già belle cariche – del running back Alvin Kamara, si riaccende il toto-quarterback. Taysom Hill, che aveva conteso il ruolo a Winston nella offseason, è tornato ad allenarsi giovedì scorso dopo una commozione cerebrale riportata nella sfida contro Washington. In ogni caso, lo starting QB nella partita di domenica contro i rivali di sempre Atlanta Falcons sarà il veterano Trevor Siemian, che già con i Buccaneers aveva sostituito il titolare portando a casa il risultato.

Ma la fantasia nel frattempo vola, e si rincorrono indiscrezioni di ogni sorta: smentita l’ipotesi Cam Newton, si è parlato di un ritorno addirittura di Philip Rivers, che alla radio ha detto: se i Saints mi chiameranno, ascolterò. E non finisce qui: qualcuno ha chiesto addirittura a Drew Brees se fosse disponibile a tornare dietro la linea di scrimmage. L’ex quarterback di New Orleans, ora commentatore televisivo, ha glissato, ribadendo la sua fiducia in Siemian. Ma i più romantici portano all’attenzione misteriosi tweet, tipo questo.

Dolori per tutti

Due protagonisti, quindi, sembrano avviati a chiudere la stagione anzitempo. Ma i giorni scorsi, a quanto pare, hanno creato qualche grattacapo per molti, dalle parti della NFL. Tampa Bay, ad esempio, aveva provato a reinserire Rob Gronkowski, assente da diverse settimane per un infortunio alle costole. Le cose, però, non sono andate come previsto: il tight end dei Buccaneers ha dovuto lasciare il campo per spasmi alla schiena. Forse una conseguenza del vecchio infortunio, ma c’è chi punta il dito verso il coach Bruce Arians accusandolo di aver voluto riportare Gronk in campo troppo presto.

Le cose non promettono bene neppure per Jack Conklin: il right tackle dei Cleveland Browns è uscito dal campo domenica scorsa per una lussazione al gomito, e ora si parla di un’assenza di diverse settimane. Dubbio anche il ritorno del running back dei Jaguars James Robinson, che ha riportato un problema al tallone durante la partita persa rovinosamente contro i Seahawks. Brutta storia, per Jacksonville, che è già sotto 1 a 6 e che adesso deve vedersela coi Buffalo Bills.

In chiusura, anche se non si tratta strettamente di un infortunio, c’è poi da citare il caso di Aaron Rodgers, che ha dato vita a una vera e propria bufera mediatica negli ultimi giorni. Il quarterback di Green Bay è risultato positivo al COVID-19, e non solo risulterebbe non vaccinato, ma avrebbe mentito alla stampa sul tema, dichiarando “Sono immunizzato”.

Secondo i media americani, Rodgers avrebbe richiesto un’esenzione dai protocolli sulla base del suo livello di anticorpi l’estate scorsa. Esenzione che gli sarebbe però stata negata. Le polemiche al momento non si placano, e puntano il dito contro un atteggiamento che avrebbe messo a rischio anche i suoi compagni di squadra. Quel che è certo, al momento, è che Rodgers dovrà restare lontano dal resto del team per almeno 10 giorni, mentre Jordan Love prenderà il suo posto. Non si escludono, però, multe per la squadra e ripercussioni non piacevoli sul resto della stagione.

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