I Cardinals non sono un bluff

Se Arizona è l’unica squadra ancora imbattuta, c’è un motivo. E la spiegazione più convincente sembra arrivare proprio dalla partita meno entusiasmante della loro stagione

Una brutta partita, una di quelle in cui le cose non vanno come previsto. Capitano, durante la stagione, e in qualche modo servono: fanno capire quali squadre hanno i numeri per reggere al vertice, e quali invece sono destinate a rivelarsi fuochi di paglia.

Da questo punto di vista, gli Arizona Cardinals sembrano aver superato la prova: alla fine di un match decisamente in salita, sono tornati negli spogliatoi strappando una vittoria per 17 a 10 contro i San Francisco 49ers, che pure avevano trovato il modo di neutralizzare quell’attacco apparso così micidiale nelle prime 4 giornate.

Su una partita come questa merita soffermarsi un attimo, anche perché i Cardinals sono ormai l’unica squadra imbattuta rimasta, in questa prima fase della stagione che ha rimescolato parecchio le carte in termini di rapporti di forza. Entrando nella week 6, Arizona si presenta con un record di 5-0: un risultato che da queste parti non si vedeva dal 1974. La ricetta, fino alla settimana scorsa, sembrava tutta sbilanciata sugli ingredienti di un attacco solidissimo: un quarterback in corsa per l’MVP come Kyler Murray, un gruppo di veterani con nomi del calibro di DeAndre Hopkins, e qualche giovane con buone prospettive. Un mix che nelle prime quattro settimane ha prodotto una media di 35 punti a partita, e che appunto sembrava il punto di forza di una squadra in crescita, ma con ancora tanto da dimostrare. 

Come detto, nella week 5 le cose non sono andate come previsto, e poteva finire male, visto che dal 2019, anno in cui Murray ha preso il timone della offense, i Cardinals non avevano mai vinto una partita segnando meno di 24 punti. Ma la svolta sta proprio qui: domenica Arizona ha dimostrato di poter prevalere in molti modi. Un segnale ancor più significativo della stessa serie di vittorie.

Un dato spicca su tutti: la difesa dei Cardinals ha bloccato 4 tentativi su 5 di conversione del quarto down. Uno di questi, nel secondo quarto, ha visto Isaiah Simmons e Tanner Vallejo fermare praticamente sulla goal line la corsa del rookie quarterback dei 49ers, Trey Lance. Un’azione che starebbe bene non solo negli highlight reel, ma anche al cinema.

La chiave, in ogni caso, è stata la pressione, grazie a una linea difensiva solida che si è fatta sentire. J.J. Watt si è “dimenticato” dei suoi 32 anni, facendo registrare 3 tackle personali, 4 QB hits e un passaggio deviato in un momento chiave del finale di partita. Con lui, a prendersi i riflettori, il già citato Simmons. Ed è stata la convincente prestazione difensiva a rendere significativi i due passaggi a Hopkins che hanno portato i Cardinals a 17 punti e alla chiusura del match.

Se si guarda bene, non c’è troppo da sorprendersi: la difesa targata Arizona ha tenuto ottimi livelli anche nelle scorse giornate, e se si fanno i conti, ha concesso una media di soli 19 punti a partita. Domenica, però, è stata chiamata a mettere una pezza per un attacco in affanno, a cui il match stava sfuggendo di mano. C’è riuscita, e ha dimostrato che questi Cardinals non sono un bluff.

Una versatilità che tuttavia potrebbe essere messa alla prova già domenica prossima a Cleveland, perché a pesare sul futuro della stagione, in Arizona, ci sono diversi infortuni. La vittoria complicata contro San Francisco ha preteso il suo prezzo: il casco del cornerback Emmanuel Moseley si è schiantato contro il ginocchio del tight end Maxx Williams, e anche se per ora non si dice nulla di ufficiale, le voci sembrano indicare che la sua stagione potrebbe essere finita qui. Anche il centro Rodney Hudson dovrebbe restare fuori contro i Browns, mentre a bloccare il pass rusher Chandler Jones è intervenuto il COVID-19. Come se non bastasse, Kyler Murray lamenta problemi a una spalla. Certo, anche Cleveland ha il suo bel da fare con gli infortuni, ma quel che è certo è che da entrambe le parti la situazione non è delle più agevoli.

“Bisogna capitalizzare quando si può”, ha del resto commentato lo stesso Murray dopo la partita di domenica. Un vero e proprio mantra, finora, per i Cardinals di quest’anno: resta da vedere quanto riusciranno ad applicarlo sul campo.

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