I 5 momenti più intensi del ritorno di Tom Brady nel New England

Dopo 20 anni di successi con la maglia dei Patriots, Brady è tornato per la prima volta a Foxborough da avversario

Brady

Sul rapporto tra Tom Brady e i Patriots non c’è bisogno di raccontare nulla, se non sapete la loro storia potete trovare innumerevoli articoli, video o libri (anche in italiano) che spiegano meglio di come potrei fare io in questo articolo l’impatto avuto dal numero 12 nel New England.

Non serve nemmeno elencare i numeri e i record del connubio più vincente nella storia del football (si potrebbe dire dello sport in generale, ma un’altra leggenda di Boston, Bill Russell, potrebbe avere qualcosa da ridire) e non c’è nemmeno bisogno di spiegare il perché sia una delle partite di regular season più attese della storia.

Alla fine, hanno vinto i Bucaneers, permettendo a Brady di battere l’ultima squadra della NFL che non aveva ancora battuto, ma il risultato sul campo è molto meno importante di quello che si possa pensare.

Questi sono i nostri cinque momenti più intensi del ritorno di Brady a casa.

1 L’abbraccio con Belichick

All’inizio il dibattito su chi fosse stato più importante per la dinastia dei Patriots era molto semplice, Brady non era altro che un game manager, mentre il coach che qualcosina aveva già vinto (non mettono nella Hall of Fame il tuo game plan difensivo per caso) era sicuramente il fattore più importante.

Poi Brady ha iniziato a collezionare record, è diventato il giocatore più decisivo della storia della NFL e il dibattito si è evoluto.

Ad aggiungere pepe alla storia, non è ancora ben chiaro quanto abbia influito Belichick nell’addio di Brady ed è tutta la settimana che persone dell’entourage del numero 12 (nello specifico: padre e preparatore atletico) continuano a lanciare frecciatine al coach.

È stata quasi una sorpresa quindi l’abbraccio tra i due a fine partita, ma come hanno notato in molti è stata giusto questione di mezzo secondo, quasi come se entrambi non vedessero l’ora di non vedersi più.

Niente di più errato, dato che, come ha fatto notare Jeff Howe di The Athletic, i due si sono incontrati nella riservatezza degli spogliatoi ospiti, rimanendo per una ventina di minuti a parlare per poi uscire insieme.

Dopo venti anni di segreti e silenzi con i media, la giusta maniera per concludere la reunion.

2 L’entrata in campo

Non deve essere stato facile essere tifoso dei Patriots ieri sera, da un lato vorresti tifare per la tua squadra e sperare nella vittoria (e considerando il record perdente una vittoria male non avrebbe fatto), dall’altra ti trovi di fronte il quarterback che ti ha portato a raggiungere vette che non credevi possibili e di cui probabilmente hai ancora la maglietta a casa.

Fischiare o inneggiare? La soluzione è stata la più democristiana possibile, con cori ad inizio partita (il “BRADY BRADY BRADY” urlato all’ingresso in campo è da brividi) e fischi e “buu” al primo drive.

Nonostante l’orgoglio di una tifoseria come quella dei Patriots, siamo sicuri che molti tifosi sotto sotto fossero anche contenti della vittoria di Brady.

3 Il drive della vittoria

Ultimo quarto, in trasferta, sotto nel punteggio, pioggia torrenziale e un ultimo drive per vincere la partita. Deve essere stato strano per i tifosi dei Patriots essere dall’altra parte dell’ennesimo drive vincente della carriera di Brady.

Dopo una partita difficile, sia emotivamente che tatticamente parlando (non deve essere facile giocare contro il coach che ti ha allenato per venti anni e conosce tutto di te), Brady ha semplicemente fatto quello che fa sempre in questi casi: sfruttare ogni singolo matchup favorevole e vincere.

Con 4:34 alla fine, ha subito individuato la marcatura favorevole, passando a Fournette marcato da Van Noy, guadagnando 31 yard grazie alla pass interference fischiata a favore. Da lì è iniziato il solito clinic di passaggi brevi ma efficaci fino ad arrivare alle 30 yard dei Patriots.

Probabilmente avrebbe voluto vincerla segnando il touchdown decisivo (contando anche che per la seconda volta da quando veste la maglia dei Bucs non ha lanciato in end-zone), ma si è dovuto accontentare del field goal decisivo di Succop dalle 48.

4 L’abbraccio con Robert Kraft

Brady, Belichick e Kraft: I tre pilastri della dinastia Patriots. Se con Belichick il rapporto è decisamente più burrascoso, con il proprietario non c’è mai stata altra che stima. Quando si è dovuto scegliere tra Brady e Garoppolo, Kraft si è sempre schierato dalla parte del proprio quarterback ed è innegabile che ci sia ancora affetto tra di loro.

Così entrando nei meandri del Gillette Stadium, una delle prime persone arrivate ad accogliere Brady è stato proprio lui.

5 Il nuovo record di yard lanciate

In tutto ciò, ieri sera Brady avrebbe anche superato definitivamente Drew Brees per il record di yard lanciate con 80.560. Era dall’inizio della stagione che si aspettava proprio questo momento…e non è successo un bel niente.

Nessuno ha fermato l’azione, nessun festeggiamento, solo sul tabellone del Gillette Stadium è apparso il messaggio del record battuto e le telecamere hanno inquadrato proprio Brees, presente come commentatore per NBC.

Un netto contrasto rispetto a quando Brees superò Peyton Manning nel 2018 e con il desiderato da parte della NFL.

Infatti, mentre gli alti papaveri della Lega spingevano per una celebrazione del record, sia i Bucaneers che i Patriots hanno spinto per non avere nessun tipo di celebrazione durante la partita. Semplicemente, tornando negli spogliatoi, Alex Guerrero (il personal trainer di Brady) gli ha consegnato la palla con cui il record è stato battuto.

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