Field Goal: i tre temi più interessanti della seconda giornata NFL

L'analisi, da tre punti, della seconda settimana di campionato

A proposito di Henry, di kicker sotto pressione e fuoriserie in rodaggio. Il primo appuntamento stagionale con Field Goal si concentra su questi tre temi, vetrina della seconda domenica stagionale NFL. Con una postilla: quanto è gratificante rivedere il pubblico sugli spalti, col “sonoro” più bello del mondo, il tifo, negli stadi?

 A PROPOSITO DI HENRY

E’ il titolo di un film di successo del 1991, con protagonista Harrison Ford. Va bene anche per la nostra storia. Derrick Henry, l’erculeo running back di Tennessee, permette ai Titans di sbancare Seattle grazie a 182 yards macinate sul terreno, corredate da 3 touchdown. L’ultimo a 29” dalla fine dei tempi regolamentari, che forza il supplementare. Per una volta ci aggiunge di contorno anche 6 prese per 55 yards. Insomma, un enigma irrisolvibile per la difesa Seahawks nonostante l’ottimo Wagner.

Miglior corridore delle due passate stagioni, l’ultima scollinando la soglia delle 2000 yards, dimostra che nel suo ruolo si può ancora fare la differenza, in NFL. Non funziona per i running back la formula “uno vale uno”, che tanto poi le partite le decidono i quarterback e le linee, sbandierata da tanti addetti ai lavori. Henry vale ogni dollaro del quadriennale da 50 milioni che Tennessee gli ha fatto firmare, e soprattutto da cavallo da tiro che fa di potenza e durabilità le sue armi vincenti, sa far vincere la propria squadra su campi difficili sfiancando per un’ora le difese avversarie.

Se Coach Vrabel avrà la pazienza di “cavalcarlo” senza farsi prendere dalla fretta di imboccare scorciatoie più suggestive chiamate Julio Jones e Brown, da calibrare piuttosto secondo le avvertenze Tannehil, chissà… L’NFL del 2021 è lega di passaggi, sia chiaro. Ma Henry, Chubb e Cook sono il tipo di corridori in grado di fare la differenza senza che nessuno si debba scandalizzare, fare lo schizzinoso, parlare di stile di gioco obsoleto. Ah, poi ci sarebbe Lamar Jackson, running back elettrico che gioca quarterback. Ma quella è un’altra storia, buona semmai per un altro field goal…

Derrick Herny contro la difesa dei Seahawks

TUTTO O NIENTE

Vi sfidiamo a snocciolare entro un minuto, senza sbirciare su Google, i nomi di almeno 10 kicker NFL. Come, troppo complicato? Perché non se li fila nessuno. Neppure chi dovrebbe pagare loro conti milionari. Vanno e vengono come clienti di un fast food statunitense, anonimi quando “fanno il loro”, sotto le luci della ribalta per motivi “sbagliati”: esposti al pubblico ludibrio quando mancano i pali con la gara in bilico.

Stavolta tre kicker si sono trovati sul piede l’ovale per decidere la volata, vincere o perdere la partita: Greg Zuerlein dalle 56 yards, Greg Joseph dalle 37 e Randy Bullock dalle 36. The leg, dei Dallas Cowboys, ha fatto l’impresa allo scadere dalla lunga distanza, permettendo ai texani di espugnare Los Angeles, sponda Chargers, complice qualche chiamata arbitrale discutibile. Joseph, il kicker di Minnesota, se l’è invece fatta sotto, sbagliando un calcio comodo, ma all’ultimo secondo, dopo che i vari Cousins, Cook e Thielen avevano raddrizzato una sfida da fuochi artificiali offensivi caratterizzata dai chiaroscuri spettacolari di Murray.

Infine Bullock ha segnato il calcio del successo al supplementare per Tennessee, perfezionando l’improbabile rimonta dal 9-24 all’intervallo. Il mestiere di kicker è ingrato: per un Vinatieri/Tucker ci sono decine di carneadi che si giocano il lavoro ogni domenica, sotto enorme pressione. E non è tanto questione di gamba o di tecnica, quanto di cuore saldo…

Patrick Mahomes viene atterrato durante il SNF contro i Ravens

FUORISERIE IN RODAGGIO

Kansas City, la prima favorita in chiave Super Bowl degli scommettitori a inizio stagione, ha già perso, alla prima trasferta affrontata. Così come sono già cadute Buffalo e Cleveland, tra le alternative più accreditate nella AFC. Mentre nella NFC il capitombolo al pronti/via di Green Bay ha fatto rumore. La realtà è che non ci sono a oggi squadre “intoccabili”. Normale rodaggio. La stagione è appena cominciata e si tratta di una gara di fondo, non da velocisti. Chi punta a traguardi ambiziosi dovrà dare il meglio da Natale in poi, soprattutto. Con la prestagione (per fortuna) sempre più corta e con sempre meno titolari coinvolti, per evitare infortuni, è inevitabile un “andamento lento” iniziale, per dirla alla De Piscopo.

Tampa Bay e Los Angeles (Rams) paiono ora le squadre migliori in circolazione, anche se non hanno ancora ingranato le marce alte. I Bucs hanno rischiato di finire testacoda contro Atlanta, pagando le carenze dei cornerback, sopra di appena 3 punti nel 4° quarto nonostante il solito Tom Brady sontuoso e prima del doppio pick 6 di Edwards, il safety di scorta. I Rams hanno sbandato a Indianapolis di fronte all’ostacolo Colts, salvati dall’ennesima foratura di Carson Wentz, infortunatosi sul più bello: ‘sto ragazzone deve andare a farsi benedire. Ramsey ha salvato i suoi, dopo le prodezze di un Kupp galattico da raccoglitutto di Stafford.

L’impressione è che Bucs e Rams abbiano enorme margine di crescita. Il calendario le mette contro in California domenica prossima: allacciate le cinture, sarà un tagada palpitante, di meglio a settembre non si può chiedere…

 

 

Articolo precedente Il trionfo dei Saints è un lancio fuori dal campo
Prossimo articolo Pittsburgh, il diario di bordo di Haba Baldonado (prima parte)