Le cifre nascoste che raccontano Tom Brady

Il kickoff della prossima stagione NFL è fissato per il 9 settembre, e in molti si chiedono se Tampa Bay riuscirà a ripetersi. Nell’attesa, siamo andati a scavare tra i numeri del quarterback protagonista dell’impresa.

Mancano 59 giorni, 23 ore, 4 minuti e 35 secondi. Nel momento in cui scriviamo è precisamente questa la distanza che separa appassionati e tifosi dal kickoff della stagione numero 102 della National Football League. Come si sa, l’estate è tempo di attese e di countdown, con la consueta fioritura di siti web dedicati esclusivamente a misurare quanto manca all’inizio del prossimo match. È altrettanto noto, però, che non si può accelerare il tempo (anche se qualche tifoso, pensando a certi finali di partita, potrebbe sostenere il contrario).

Così, per chi volesse ingannare l’attesa spostando l’attenzione su cifre diverse da quelle dell’orologio, ne abbiamo raccolte un po’ a proposito di quello che per molti è non solo il numero 1 della passata stagione, ma di sempre: Tom Brady. E non si tratta dei grandi classici, quelli che luccicano in cima alle statistiche, come i 7 anelli in carriera, i 664 passaggi touchdown, le 91.653 iarde lanciate con successo o le 264 partite vinte come quarterback. Accanto a questi numeri, infatti, ce ne sono altri, decisamente singolari, che raccontano sfaccettature diverse di un giocatore decisamente fuori dal comune.

Tom Brady e Rob Gronkowski esultano dopo la vittoria al SUper Bowl

Da 0 a 200

Si potrebbe partire da 1: una stagione, infatti, è bastata a Brady per trasformare una squadra che non aveva mai raggiunto i playoff negli anni ’10 del 2000 (unica insieme ai Cleveland Browns) in una corazzata da Super Bowl. Si può però mettere sul piatto anche uno zero, ovvero quello – ancora teorico, certo – dei cambiamenti nel roster dei Bucs per il 2021. Praticamente tutti i protagonisti della scorsa stagione sono stati riconfermati, anche se il coach Bruce Arians si è affrettato a sottolineare che nessuno avrà il posto da starter garantito e che questo sarà un team nuovo. Il mantra, al di là di tutto, sembra essere comunque uno dei più classici, in una NFL dove la continuità è spesso la chiave: “Squadra che vince non si cambia”.

Tom Brady, tuttavia, di compagni ne ha cambiati parecchi, nella sua carriera. Portandone, tra l’altro, una buona percentuale a giocarsi il Super Bowl. Sono 218, infatti, i giocatori che sono arrivati alla finale in qualità di compagni di squadra di TB12 durante l’era Patriots. Ai quali vanno aggiunti, ovviamente, gli oltre 40 nuovi “teammates” che lo hanno accompagnato nell’impresa della scorsa stagione.

C’è chi è sceso in campo nel ruolo di comparsa, e chi è stato invece protagonista, come il compagno di sempre Rob Gronkowski o quell’Antonio Brown che appena un anno fa sembrava avviato verso l’uscita dai radar della NFL. A conti fatti, se si guarda al periodo in cui Brady ha giocato, circa un quarto di chi alla fine della stagione ha portato a casa l’anello, lo ha fatto sotto la sua guida. E viene da chiedersi se i rinforzi che si sono uniti ai Buccaneers lo scorso anno abbiano tenuto conto di questa statistica. Se così fosse, non possono certo dirsi delusi.

 

TB10?

Parlando dei compagni di squadra di Brady, si trova davvero di tutto. Anche chi, come il punter Lee Johnson, compie sessant’anni il prossimo novembre. In pratica, tra chi ha calcato il gridiron insieme all’attuale quarterback di Tampa Bay, ci sono giocatori come questo, che sono stati draftati ben 36 anni fa.  A riportare Johnson al centro delle cronache è stata una dichiarazione dello stesso Brady, che lo ha indicato come la ragione dietro la scelta del numero 12 sulla casacca.

Tom, infatti, avrebbe voluto mantenere quel 10 che lo aveva accompagnato negli anni del college, quando giocava per i Michigan Wolverines. Ma al suo arrivo ai Patriots, nel 2000, quel numero era già stato preso, per l’appunto da Johonson. Va detto che non sono emersi né scontri né bisticci: Johnson ha confermato che, se gli fosse stato chiesto, avrebbe ceduto il 10 in un batter d’occhio. Brady, dal canto suo, probabilmente non se la sentiva di presentarsi come rookie quarterback aggiungendo un biglietto da visita con la richiesta di una maglia già assegnata a un compagno di squadra più “navigato”. “A quel punto – ha specificato – mi sarebbe andato bene qualsiasi numero avessi trovato nello spogliatoio”. Ha trovato il 12, e il resto è storia.

 

Tom Brady, il numero 2

Nel football i soldi girano, e quando si parla di numeri non si può non soffermarsi sul lato economico. In quest’ambito, però, TB12 è costretto a cedere il primato ad altri. Intendiamoci, Brady guadagna parecchio: tra “stipendio” e sponsor, secondo alcuni analisti, incassa in un anno più di aziende come Under Armor e Intel. Eppure, non è sufficiente per agganciare la vetta delle classifiche dei “paperoni” del gridiron.

Nel ranking dei giocatori di football più pagati della storia della lega, infatti, si posiziona al secondo posto con 263 milioni di dollari, cedendo la prima posizione a un ex-collega quarterback: Drew Brees, altro veterano che fino all’anno scorso gli ha conteso i record sul campo, lo supera con 269,7 milioni. E Brady, in questo settore, non detiene il primato neppure in famiglia, con il patrimonio netto della moglie, la super modella Gisele Bundchen, stimato a circa 400 milioni di dollari.

Tom Brady e Gisele Bundchen

Se poi si restringe il campo ai più pagati nel 2021, lo stacco diventa ancora più netto: Patrick Mahomes guida la classifica con 45 milioni di dollari, mentre Brady non supera la 18esima posizione, con solo (si fa per dire) 25 milioni.

 

(Sette)cento di questi giorni

Per chiedere questa breve rassegna sui numeri di Tom Brady, vale la pena citare un altro conto alla rovescia: quello per il suo compleanno. Il prossimo 3 agosto, infatti, il quarterback di Tampa, in procinto di iniziare la sua 22esima stagione in NFL, compirà 44 anni. Non detiene il primato dell’anzianità, che spetta invece a George Blanda, quarterback e kicker ritiratosi a 48 anni nel 1976. Ma è comunque una cifra da capogiro, considerando che a questa età la maggior parte delle persone fa i conti non con i placcaggi, ma con il mal di schiena dopo le partitelle della domenica.

Tom Brady e il suo famoso “Let’s Go”

Brady si dice convinto, peraltro, di poter proseguire almeno fino ai 45, e fin qui i fatti gli danno ragione. Se poi la prossima stagione dovesse rivelarsi buona, potrebbe raggiungere persino i 700 touchdown su passaggio in carriera: un numero che fino a qualche tempo fa sarebbe stato impensabile, tanto che l’unico altro giocatore ad aver superato i 600 è Brees, mentre il quarterback ancora in attività che si avvicina di più a TB12 è Aaron Rodgers, ben lontano a quota 457. A questo punto, in attesa del momento delle candeline, non possiamo che tenerci pronti per augurargli cento di questi giorni, e magari anche altri cento di questi passaggi. 

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