La NFL è la lega sportiva più ricca del mondo?

Nell'immaginario comune, la NFL si presenta come la lega sportiva più ricca al mondo. Ma è davvero così?

Negli scorsi mesi si è parlato spesso di “modello americano” per quanto riguarda le leghe sportive. Nonostante evidenti differenze culturali e strutturali, come ad esempio le retrocessioni o il sistema collegiale, da anni in Europa si prova ad imitare il modello che economicamente parlando si è dimostrato più redditizio.

Ma esattamente quanto è più redditizio?

Questa volta a The Blitz abbiamo deciso di analizzare come le principali leghe americane (NFL, MLB, NBA e NHL) guadagnano rispetto alla lega più ricca del Vecchio Continente, la Premier League. Ovviamente con un occhio di riguardo per la NFL, vista la sua natura economicamente eccezionale.

I fattori principali che analizzeremo sono quattro, scelti come indicatori di buona salute economica e solidità finanziaria:

  • Valore e Ricavi delle franchigie.
  • Contratti per i diritti televisivi.
  • Stipendio medio dei giocatori.
  • Stipendio medio delle stelle.

Se a tabelle e numeri preferite placcaggi e sudore, avete tutta la nostra comprensione e stima, ma sappiate che da qui in poi saranno soltanto i primi.

INDICE

Valore e Ricavi delle Franchigie

Ovviamente i due fattori sono molto legati uno all’altro e riflettono in gran parte stime (per le leghe americane fatte da Forbes, per la Premier League da Sportico), dato che non succede spesso che queste autentiche miniere d’oro siano disponibili all’acquisto.

Per acquistare una franchigia NFL ci voglia circa il 40% in più rispetto alla seconda classificata (l’NBA che è in costante crescita), ma la vera differenza sia in termini di ricavi annuali, con un +65% rispetto alla Premier League.

Nonostante un numero inferiore di partite, la NFL assicura ad ogni squadra in media quasi mezzo miliardo l’anno di revenue e con l’aumento delle partite in calendario (l’anno prossimo saranno 17) e il nuovo contratto televisivo (ne parleremo approfonditamente a breve), questo gap continuerà ad ampliarsi.

Giusto per mettere i dati in contesto, l’ultima franchigia per valore in NFL (i Cincinnati Bengals) sarebbe 10° in MLB, 12° in NBA, 1° in NHL e 7° in Premier.

Scorrendo le classifiche per sport (questi i link per ciascuna Lega: NFL, MLB, NBA, NHL e Premier League), si nota che essere all’interno di un grande mercato, sia nettamente preferibile ad avere recenti successi, come dimostrano le posizioni altissime di tutte le squadre di New York nonostante gli scarsi risultati (in NBA i Knicks sono addirittura primi nonostante non vincano un titolo dagli anni ’70).

In Premier invece le Big Six cannibalizzano la concorrenza, valendo l’85% dell’intera lega.

 

Contratti per i diritti televisivi

Da questo punto di vista invece non c’è storia. La NFL guadagna all’anno due miliardi in più di diritti televisivi (in questo dato è compreso anche lo streaming online) rispetto all’NBA e la distanza è destinata a crescere. Dal 2023 infatti partirà un accordo dal valore di 100 miliardi per undici anni (si parla di nove miliardi a stagione, più del doppio rispetto all’attuale accordo), garantendo una stabilità economica mai vista prima nella storia dei diritti TV, soprattutto perché firmato durante un periodo incerto come la pandemia.

Basta scorrere la lista dei programmi televisivi più visti nella storia degli Stati Uniti per capire il motivo dietro a questi numeri: 29 delle prime 30 posizioni sono occupate da vari Super Bowl, con l’eccezione della puntata finale della serie televisiva M*A*S*H*.

A causa della pandemia, la stagione NBA si è protratta fino all’autunno, creando così un confronto diretto tra le Finali NBA e le partite di stagione regolare NFL. Domenica 11 ottobre, infatti, sono state messe una contro l’altra gara 6 (l’ultima e decisiva) tra Los Angeles Lakers e Miami Heat, e Minnesota Vikings – Seattle Seahwaks di una dimenticabile Week 5.

Il risultato? 15,08 milioni di spettatori per il duello Cousins – Wilson contro gli 8,29 che hanno guardato LeBron James vincere il quarto anello della sua carriera.

Già dal prossimo anno le partite aumenteranno da 16 a 17 e non si può escludere l’inserimento di altre partite in futuro. Unito ad una presenza internazionale in continua crescita (è notizia di pochi giorni l’inserimento della Germania nella lista di paesi che ospiteranno partite di Regular Season), il predominio della NFL non sembra destinato a diminuire.

L’avversario più accreditato potrebbe essere l’NBA, rumors parlano di un accordo da 75 miliardi, ma manca ancora la conferma, con il contratto attuale in scadenza nel 2025. Lontane tutte le altre Leghe, con la Premier League che ha appena rinnovato il contratto triennale, mentre si aspetta l’offerta di ESPN per sapere quanto varranno i prossimi otto anni di MLB (al momento hanno raccolto otto miliardi).

La NHL invece rimane lontana dal potersi sedere al “tavolo dei grandi”, avendo appena rinnovato il contratto per i prossimi sette anni, superando il mezzo miliardo (625 milioni l’anno, che rappresenta il doppio del precedente ma ancora lontano dagli standard delle altre Leghe).

I Dallas Cowboys sono la squadra sportiva più preziosa al mondo secondo l’ultima classifica stilata da Forbes.

Stipendio medio dei giocatori

Finora abbiamo parlato di quanto la NFL sia economicamente stabile e redditizia, stupisce però vedere come tutti questi profitti, il totale degli stipendi dei giocatori sia al terzo posto, dietro all’NBA e l’MLB.

Se lo stipendio medio più basso rispetto alle altre leghe si può facilmente spiegare con il numero nettamente superiore di giocatori, in media una squadra NFL spende 20 milioni in meno rispetto alle due leghe che la precedono in questa classifica.

Ciò è spiegabile dal CBA (Collective Bargaining Agreement), che non è nient’altro che il contratto collettivo che ogni lega firma con il Sindacato dei giocatori, firmato dal 2020. In esso la fetta dei profitti totali che spetta ai giocatori nel 2021 è del 48%, destinata a salire ad almeno il 48,8%.

Per intenderci lo stesso tipo di contratto nella NBA presenta una forbice tra il 49-51% (in calo dal 57% del precedente contratto).

Giocare in NFL rimane quindi un lavoro meno remunerativo rispetto agli altri sport, per quanto sia statisticamente più facile entrare in un roster visto il gran numero di posti disponibili, perlomeno rispetto alle altre Leghe.

Menzione d’onore alla NHL che al giocatore meno pagato fa portare a casa lo stesso 750 mila euro l’anno.

Stipendio medio delle stelle

Come visto nel paragrafo precedente, essere un giocatore NFL medio non garantisce lo stesso conto in banca rispetto alle altre Leghe.

Sulla carta, diventare una stella del Football potrebbe permettere di raggiungere stipendi in linea con i migliori giocatori di MLB e NBA (circa 33,7 milioni l’anno), il problema è che molto spesso quei soldi rimangono sulla carta.

Come ormai molti sanno, i contratti NFL non sono garantiti al 100%, creando una situazione in cui i proprietari possono uscire da un contratto senza pagare nessuna penale. Dal punto di vista meramente finanziario, ciò ha assolutamente senso: come dimostrato da un’analisi dell’Università di Harvard, rispetto alle altre Leghe, in NFL in media accadono circa sei infortuni a partita (per fare un confronto, la seconda Lega più rischiosa è l’NHL con 0,59 infortuni a partita).

Con un asset così rischioso è normale che i proprietari cerchino di cautelarsi, ma è anche vero che quegli stessi asset sono persone che mettono a rischio la propria salute sia sul breve che sul lungo periodo per creare quello spettacolo che vediamo ogni domenica in TV.

Di conseguenza, guardando soltanto la parte garantita dei contratti firmati, la situazione degli stipendi delle stelle NFL diventa più simile a quella della Premier League (circa 19 milioni l’anno), a notevole distanza dalla MLB (34,5 milioni) ma soprattutto dall’NBA (39 milioni).

Considerando che i giocatori hanno accettato il nuovo contratto collettivo nel 2020 con scadenza nel 2030, appare difficile ipotizzare che queste distanze si potranno colmare.

Qual è la lega più ricca del mondo?

In questa analisi abbiamo selezionato quattro fattori, due che riguardano la capacità delle squadre di “creare soldi”, quindi il valore delle squadre e i diritti televisivi, e due sulla redistribuzione della ricchezza ai giocatori, tramite il salario medio e salario medio delle stelle.

Per poter comparare quattro fattori così diversi da loro sia come natura che come grandezze (i primi due sono in miliardi, mentre gli stipendi sono in milioni), abbiamo calcolato la differenza dalla media per ciascun fattore, finendo poi con una somma delle differenze.

Se NHL e Premier League sono ancora lontane dai valori delle altre tre leghe e l’MLB si posiziona come spartiacque tra le Leghe “grandi” e “piccole”, si arriva al confronto che ci si poteva aspettare dall’inizio, ovvero tra NBA e NFL.

Se nei fattori “business”, la NFL è nettamente la lega capace di creare più soldi (ad esempio facendo +106% rispetto alla media per quanto riguarda i contratti per i diritti televisivi), rimane nettamente indietro per quanto riguarda la redistribuzione ai giocatori di questa ricchezza.

Non stupisce quindi che in questa analisi l’NBA (essendo l’unica lega con performance sempre superiori alla media per qualsiasi fattore analizzato) risulti essere la lega più ricca del mondo.

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