La rivoluzione di Gruden è un fallimento?

Doveva essere il salvatore, ma negli scorsi tre anni Gruden non ha ancora raggiunto i Playoff. Quali sono gli errori più gravi commessi da Chucky?

Il 6 gennaio 2018, con un annuncio sul loro sito, gli allora Oakland Raiders confermano i rumors dei giorni precedenti. Dopo 17 anni, Jon Gruden detto “Chucky” (dal nome della bambola assassina dell’omonimo film del 1988), ritorna nella prima squadra ad aver creduto in lui come capo allenatore in NFL.

Dopo essere stato licenziato nel 2009 dai Tampa Bay Buccaneers (che aveva portato al titolo nel 2003), Jon Gruden da Sandusky, Ohio, aveva iniziato un lungo esilio dorato che l’aveva portato a diventare uno dei commentatori più iconici di ESPN. In aggiunta alla carriera dietro al microfono, aveva anche creato la FFCA (Fired Football Coaches Association) dove poteva discutere di tattica e tecniche con qualunque allenatore fosse interessato (dall’ufficio in Tampa sono passati nomi come Sean McVay, Chip Kelly e Urban Meyer).

Eppure, chiunque abbia mai visto una puntata del Jon Gruden’s QB Camp – il suo programma televisivo in cui allenava i migliori quarterback che stavano per entrare al Draft – si è reso conto che allenare rimaneva la sua prima e unica passione.

Infatti, più che il suo ritorno, a stupire gli addetti ai lavori è stato il contratto con il quale i Raiders hanno firmato il loro coach: 100 milioni in 10 anni. Un contratto di simile durata ha ovviamente battuto ogni record di lunghezza, rendendo Gruden intoccabile e con una sicurezza senza precedenti per l’NFL. Ed è anche normale immaginare che dopo un investimento del genere la squadra abbia dato pieni poteri a Chucky di creare il roster.

Nonostante la possibilità di intervenire a 360° su un roster che solo un paio di anni prima aveva finito la stagione con un record di 12-4 basandosi sul talento di Derek Carr, Khalil Mack e Amari Cooper, è difficile affermare che i Raiders (nel frattempo traslocati a Las Vegas) siano una squadra più vicina a vincere il titolo. Invece da quel lontano 2016 (tra l’altro la prima stagione ai playoff dal 2002 dove persero il Super Bowl proprio contro Gruden), non solo non hanno mai avuto neanche una stagione vincente, ma si sono liberati di due terzi delle loro stelle e le prestazioni del rimanente Carr non lo hanno mai allontanato dal rischio di una possibile sostituzione con un quarterback più giovane.

All’infuori della scelta di firmare il tight end Darren Waller dalla practice squad dei Ravens, Gruden e Mike Mayock – il General Manager scelto da Chucky, con anche lui alle spalle una carriera da commentatore – hanno preso diverse decisioni piuttosto discutibili. Abbiamo deciso quindi di classificare le peggiori decisioni prese dai Raiders, cominciando ovviamente dalla più importante:

1 I Raiders scambiano Khalil Mack ai Chicago Bears.

Prima ancora di fare un allenamento sotto Jon Gruden, Khalil Mack venne scambiato ai Bears insieme a una scelta al secondo giro nel 2020 e una al quinto condizionale in cambio di quattro scelte (primo giro nel 2019 e 2020, un sesto giro nel 2019 e un terzo nel 2020).
I Raiders avevano cercato di rendere Mack il difensore più pagato della Lega nel 2017, ma non riuscirono a trovare un accordo. Lo stallo continuò l’anno successivo, con Mack che saltò tutto il training camp nella speranza di forzare la mano alla dirigenza degli allora Oakland Raiders.
Quando uscì la notizia dello scambio, le reazioni furono contrastanti. Da un lato si stavano privando del loro miglior giocatore (e secondo Raiders di sempre a vincere il premio di Difensore dell’anno), ma da un lato avere ben due prime scelte in più potevano permettere a Gruden di rifondare la squadra.
A tre anni dallo scambio, i Raiders non sono ancora riusciti ad avere una difesa anche solo nella media dell’NFL e i tentativi di sostituire Mack per ora si sono rivelati dei fallimenti.

2 I Raiders scambiano due scelte per Antonio Brown.

Il valore del giocatore non si discute. Nel 2019 veniva da sei anni di fila con più di mille yard a stagione, ma la relazione con i Raiders divenne immediatamente tossica, nonostante l’estensione da 50 milioni (più di 30 garantiti) in tre anni.
È inutile ripercorrere tutta la serie di comportamenti negativi di Brown che comunque qualche mese fa ha contribuito alla vittoria del Super Bowl dei Tampa Bay Buccaneers.
Basta soltanto rivedere il video di quando scopre di essere stato tagliato e pensare alle due scelte (una al terzo e una al quinto giro) sprecate per nemmeno uno snap in maglia Raiders.

3 I Raiders firmano il defensive back Lamarcus Joyner.

Sono serviti 42 milioni per quattro anni per strappare ai Rams una delle migliori free safety della Lega: peccato che poi i Raiders lo hanno utilizzato essenzialmente come nickel cornerback.
Firmare un gran difensore per farlo giocare fuori ruolo rimane una delle decisioni più assurde della coppia Gruden-Mayock, che giusto qualche mese fa hanno deciso di tagliare Joyner (finito poi ai Jets).

4 I Raiders scambiano una scelta al terzo giro per Martavis Bryant.

Fermatemi se non avete già letto questa storia. I Raiders prendono un wide receiver di talento ma problematico dai Pittsburgh Steelers che si trasforma in un colossale fallimento.
Un anno prima della trade per Antonio Brown i Raiders scambiarono una scelta per otto partite, 19 ricezioni e 266 yard in mezzo a problemi fisici e sospensioni per abuso di sostanze stupefacenti.

5 I Raiders firmano l’offensive tackle Trent Brown e il wide receiver Tyrell Williams.

Nello stesso giorno della Free Agency 2019, i Raiders raggiungono un accorso con Brown per renderlo l’uomo di linea offensiva più pagato della storia (4 anni a 66 milioni) e rubano ai Chargers Williams (anche per lui 4 anni di contratto, a 44,3 milioni).
Finché sono stati in campo, entrambi hanno prodotto abbastanza per giustificare l’investimento. Brown raggiunse il Pro Bowl e Williams registrò 42 ricezioni, 651 yard e sei Touchdown. Nel 2020 però gli infortuni limitarono Brown a cinque partite e Williams non scese nemmeno in campo. Se il primo è stato rimandato ai Patriots in cambio di una quinta scelta, il secondo è stato direttamente tagliato.

6 I Raiders scelgono Clelin Ferrell.

Il primo Draft di Mayock mostra alcuni segnali che si possono rintracciare anche nei Draft successivi. Una buona capacità di trovare talento offensivo (Josh Jacobs alla 24 e Hunter Renfrow alla 149), ma un disastro quando si tratta di scegliere difensori.
Il defensive end Clelin Ferrell era previsto dalla maggior parte dei mock draft verso la fine del primo round e invece il nostro duo lo seleziona alla numero quattro…
Il risultato? 6,5 sacks in due stagioni.

7 I Raiders firmano il linebacker Cory Littleton e il defensive end Carl Nassib.

Più di 60 milioni per i due difensori nella Free Agency del 2020 (35,3 per Littleton, 25 per Nassib), ma ben pochi risultati sul campo.
Oltre a loro due, quell’anno i Raiders hanno firmato anche Mariota, Witten (probabilmente più come mentore che come giocatore), Agholor e Kwiatkoski.
Soprattutto gli ultimi due hanno prodotto ottimi risultati, anche se Agholor ha già abbandonato Las Vegas per trasferirsi nel New England mentre Mariota rimane un backup di lusso potenzialmente da inserire in qualche scambio.

8 I Raiders firmano Kenyan Drake.

Per quanto non sappiamo ancora che impatto avrà sul campo uno degli ultimi acquisti di quest’anno (ed è il motivo per il quale non abbiamo tenuto conto dell’ultimo Draft), firmare un running back per undici milioni di dollari (tutti garantiti) in due anni, avendo in squadra Josh Jacobs sembra quanto meno una cattiva allocazione di risorse.
Quest’anno i Raiders pagano 9 milioni a due giocatori (l’altro è Jalen Richard) per fare da backup a Jacobs.

9 I Raiders scambiano Amari Cooper ai Cowboys per una prima scelta.

L’altra grande trade degli ultimi tre anni.
Un mese e mezzo dopo aver scambiato Mack ai Bears, i Raiders mandano via la terza stella ai Dallas Cowboys dopo due stagioni sopra le 1000 yard e un 2017 deludente.
A prima vista potrebbe sembrare l’ennesimo disastro, soprattutto considerando che Cooper ha raggiunto due volte il Pro Bowl e registrato almeno 1000 yard in tre anni, mentre i Raiders non hanno avuto nessun ricevitore sopra le 900 yard.
Eppure (perché c’è un eppure), l’attacco dei Raiders è rimasto uno dei migliori della lega e per quanto possa mancare una superstar, la crescita di Waller e il potenziale di Henry Ruggs III rendono questa trade meno catastrofica di quella di Mack.

10 I Raiders rilasciano il punter Marquette King.

Per più di dieci anni i Raiders hanno avuto ottimi special team grazie al Kicker Sebastian Janikowski e il punter Shane Lechler.
Dopo l’addio di Lechler nel 2012, il suo sostituto è stato Marquette King che oltre ad essere un signor giocatore (nel 2012 fu il miglior punter con 48,9 yard per punt) si rese famoso per le esuberanti esultanze (e per essersi vestito da Power Ranger al training camp).
La possibilità di risparmiare 2,9 milioni e una relazione con Gruden abbastanza complicata hanno portato al rilascio di King nel 2018.
Da allora i Raiders sono stati ultimi, 13esimi e 28esimi per yard per punt. Anche se vedendo la carriera di King (tagliato dai Broncos dopo quattro partite e finito nella XFL), non sembra che la scelta sia stata così sbagliata.

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