L’huddle: come un quarterback muto rivoluzionò il football

Non esiste Football senza l'huddle. Come tutte le grandi invenzioni, tutto nacque da un problema: come avrebbe chiamato le azioni un Quarterback muto?

Quando uno pensa al football si immagina un cerchio di uomini in divisa e con le protezioni, il QB che inizia a chiamare lo schema in codice, magari un discorso motivazionale e poi ci si schiera.

Tutte le domeniche si vede la stessa scena a tutti i livelli e anche nei film non può mancare. Ma le origini dell’huddle risalgono al XIX secolo in una piccola università di Washington D.C.

Gallaudet University è un ateneo fondato nel 1864 specializzata nell’educazione delle persone sordomute. La squadra di football venne creata nel 1883 e nel triennio 1892-1895 aveva a roster il QB Paul D. Hubbard.

Paul soprannominato dagli allenatori avversari “Eel”, l’anguilla, fu anche capitano nel 1893 e nel 1895 ed è indicato come l’inventore dell’huddle.

All’epoca per chiamare gli schemi si era sempre usato schierare l’attacco immediatamente con il quarterback che in codice avvisava gli altri giocatori dello schema. Solitamente nella confusione generale gli avversari non potevano sentire la chiamata, ma una squadra di sordomuti presentava un problema peculiare.

Dovendo Hubbard chiamare lo schema con la lingua dei segni, contro altre squadre di sordomuti i suoi codici venivano subito interpretati. Per evitare di regalare un vantaggio enorme agli avversari, iniziò a riunire i suoi compagni in circolo per chiamare lo schema.

La strategia ebbe un successo straordinario, legato anche al talento del suo QB che portò Gallaudet a vittorie contro Navy, Georgetown e Virginia.

Dopo aver terminato la sua carriera da atleta senza la laurea, Hubbard andò alla Kansas State School for the Deaf, dove creò la prima squadra di football e l’allenò per 15 anni.

Morì nel 1946, ma 125 anni dopo la sua invenzione è presente ogni domenica sul campo, cambiando la storia del Football.

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