La nascita del passaggio in avanti

Il passaggio in avanti è ormai la base di qualsiasi attacco, eppure nella NFL degli inizi era considerato un trucco sleale. Toccò ad un Presidente degli Stati Uniti rivoluzionare il Football.

Nonostante il disdegno dei fan di lunga data, il 59% delle azioni offensive in NFL sono passaggi. Ormai le squadre che non hanno un passing game adeguato hanno ben poche possibilità di fare strada nei playoff.  Inoltre QB sono di gran lunga i giocatori più pagati della Lega e gran parte del loro stipendio lo devono a Theodore Roosevelt Jr.

Sarebbe bello pensare che il ventiseiesimo Presidente degli Stati Uniti  (e futuro Premio Nobel per la Pace) abbia legalizzato il passaggio in avanti per bontà. Infatti tra il 1900 e il 1905 ben 45 giocatori morirono giocando a Football. Ma nemmeno gli infortuni capitati al proprio figlio gli cambiarono l’idea che lo sport dovesse essere maschio e violento.

Solo quando la propria alma mater, l’Università di Harvard, minacciò di abbandonare la squadra di football per passare al rugby, allora Teddy Roosvelt si decise a legalizzare il passaggio in avanti. Convocò i leader del College Football alla Casa Bianca e in breve il regolamento venne cambiato.

Tra le personalità di spicco a favore del cambiamento di regole ci sono due dei tre componenti della “Sacra Trinità” del football di inizio secolo: Glenn Scobey “Pop” Warner e John William Heisman (il terzo era Amos Alonzo Stagg).

Nel 1895 in una partita tra la Georgia di Warner e North Carolina il punter di UNC, Joel Whitaker, per evitare la pressione lanciò la palla verso George Stephens che corse per 70 yard per l’unico touchdown della partita. Un infuriato Warner andò a lamentarsi con l’arbitro che però non aveva visto il passaggio e di conseguenza confermò i sei punti.

Heisman era in tribuna durante quella partita e scrisse subito a Walter Camp (all’epoca la maggiore autorità sul football) proponendo il cambio di regolamento.

Dopo la legalizzazione

Nel 1906 le seguenti modifiche al regolamento divennero effettive. Tra le novità ci fu la creazione di una zona neutrale tra le due linee, lo spostamento a 10 yard per la chiusura del down e il poter lanciare la palla in avanti. Ma le regole privilegiavano ancora le corse, con penalità di 5 yard se veniva provato più di un passaggio per serie. Inoltre ogni lancio non toccato diventava automaticamente una palla persa e 15 yard di penalità per incompleto (immaginatevi quante yard perderebbe a partita Bortles se queste regole fossero rimaste!).

Il passaggio faticò però ad affermarsi, sia per le regole stringenti, sia soprattutto per un’attitudine macha che vede nei lanci un nascondersi dal contatto fisico che fatica ad estinguersi anche in questi anni di analytics e predominio dei QB.

Il dominio di Carlisle

Di nuovo Pop Warner fu decisivo, questa volta dalla parte vincente della storia.

L’anno dopo la legalizzazione del passaggio in avanti si trasferì nuovamente (era già stato lì tra il 1899 e il 1903) in Pennsylvania per allenare la Carlisle Indian Industrial School. L’università per nativi americani aveva tra le proprie fila la stella Jim Thorpe, che giocò in NFL, MLB e vinse due ori nel pentathlon e nel decathlon alle Olimpiadi del 1912.

In breve, gli Indians divennero la squadra più entusiasmante del panorama collegiale con uno stile di gioco basato sulla rapidità e i lanci, in parte una scelta obbligata a causa della differenza di peso e altezza con i giocatori di altre università.

Lo schieramento offensivo utilizzato da Warner, che allora si chiamava “the Carlisle formation”, è attualmente conosciuto come “Single Wing Formation”. Fu la nascita della formazione “shotgun” (il Quarterback che riceve lo snap staccato dal centro) che vediamo ogni domenica nei campi NFL.

Inoltre, per aumentare l’imprevedibilità di un attacco già rivoluzionario per l’epoca Warner ideò trick play ai limiti del regolamento. Una volta fece mettere il pallone nella maglietta del centro dopo lo snap ingannando gli avversari che si erano fiondati verso il Quarterback.

Si parla di ere geologiche rispetto al football praticato ora, eppure le ripercussioni sono ancora visibili. Se ogni domenica possiamo ammirare i lanci di Mahomes lo dobbiamo in parte al Presidente e a pionieri come Pop Warner e John Heisman.

 

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