Quando Michael Jackson salvò i New England Patriots

I Patriots hanno dominato l'NFL negli ultimi venti anni sotto la guida di Robert Kraft. Eppure se non fosse stato per il peggior tour del Re del Pop non ci sarebbe stata la dinastia

Quando l’uomo d’affari Billy Sullivan, figlio di un corrispondente del Boston Globe, ricevette finalmente l’ottava franchigia della AFL, in pochi potevano immaginare che le soddisfazioni nell’area di New England sarebbero state così scarse.

In undici stagioni come Boston Patriots arrivarono una sola volta ai playoff, venendo distrutti dai Chargers 51-10. Oltre ai pessimi risultati in campo la franchigia faticava anche fuori, non potendo nemmeno godere di uno stadio dove giocare, al punto da giocare nei campi di Harvard, della Boston University e nel leggendario Fenway Park, casa dei Boston Red Sox.

Quando nel 1970 l’AFL e l’NFL si fusero, i Patriots cambiarono nome, diventando i New England Patriots e trasferendosi al Foxboro Stadium. Purtroppo per i tifosi le vittorie continuavano a scarseggiare, con cinque apparizioni ai playoff in 23 anni e un solo Super Bowl raggiunto, perso malamente contro i Chicago Bears e la loro leggendaria difesa “46”, nel 1985.

Nel 1984 il figlio di Billy Sullivan, Chuck, decise di rischiare una mossa che avrebbe potuto pagare enormi dividendi. Nonostante non avesse precedenti esperienze, decise di diventare promoter del Victory Tour dei Jackson 5.

All’epoca non c’era stella maggiore dei cinque ragazzi dell’Indiana e per quanto rischioso, sembrava a prima vista un investimento con sicuri ritorni finanziari e di immagine.

Nessuno si sarebbe potuto aspettare che quel tour avrebbe cambiato per sempre la storia del football americano e della musica pop.

Non solo il tour fu un fallimento finanziario senza mezzi termini, nonostante Sullivan convinse gran parte degli altri owner ad ospitare alcune date pagando tariffe più basse rispetto al prezzo di mercato, ma fu l’ultimo tour dei Jackson 5, ormai arrivati al punto di viaggiare in veicoli separati per non incontrarsi fuori dal palco. Inoltre, per provare a rientrare dei costi Don King (che per gestire il tour pagò tre milioni) stipulò un contratto con Pepsi per filmare due pubblicità con Michael Jackson come star principale. Durante le riprese i capelli di Jackson presero fuoco, spaventando talmente tanto il Re del Pop che fu uno degli episodi che contribuirono alla sua dipendenza da sostanze stupefacenti.

Il fallimento costrinse la famiglia Sullivan a vendere sia i Patriots che il Foxboro Stadium, i primi furono comprati da Victor Kiam, mentre lo stadio venne comprato da 25 milioni di dollari da un magnate locale, Robert Kraft.

Kiam vendette i Patriots quattro anni più tardi a James Orthwein, uno dei membri della famiglia Busch. I Busch sono la famiglia dopo il trattino della corporation Anheuser-Busch, i produttori di una parte integrante della tradizionale domenica di football, la birra Budweiser.

Orthwein voleva trasferire i Patriots nella nativa Saint Louis, con il soprannome di Stallions, ma un solo uomo si trovava tra lui e il suo sogno: Robert Kraft.

Kraft rifiutò l’offerta di terminare il leasing del Foxboro Stadium prematuramente dietro compenso di 75 milioni. Nonostante la moglie spingesse per il facile guadagno di 50 milioni, Kraft decise di aumentare ancora di più la posta in palio, offrendo 175 milioni per l’acquisto dei Patriots.

Nel 1994 Kraft divenne ufficialmente il proprietario dei Patriots, grazie alla sua passione e un aiuto da parte del Re del Pop.

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