The Blitz, un nuovo viaggio

Dopo qualche settimana di silenzio, indispensabile per dare gli ultimi ritocchi e prepararsi al meglio al nuovo start, Blitz magazine rinasce

Chi l’ha detto che la off season è un tempo di crisi d’astinenza da football? In fondo, c’è sempre il draft a ridestare gli ardori degli appassionati, la combine, i fermenti del mercato, l’uscita dei calendari, volendo, i torni di Madden…

Ok, tutti pagliativi, però l’NFL fa quel che può per tenere viva l’attenzione nei lunghi mesi d’interruzione di uno sport che, per sua natura, non può fare altrimenti. Poi, però, capitano degli anni baciati dalla grazia, in cui accade qualcosa di inaspettato che fa tirare un sospiro di sollievo e pensare: “Chissà come avevamo fatto senza”.

Ecco, il 2021 è uno di quegli anni. Non perché Pornhub sia diventato gratuito (quello era il 2020, e se vi siete persi l’offerta in lockdown, ormai è andata….), ma perché… dai, se state smanettando con il mouse o accarezzando con il pollice opponibile lo schermo dello smartphone un’idea potreste esservela fatta, no? Vabbè, ve lo diciamo noi: il 2021 è l’anno in cui Blitz Magazine o, meglio, The Blitz, riparte.

Ok, ci abbiamo messo un attimo di enfasi, effettivamente, ma speriamo ci perdonerete. E crediamo che chi tra voi ci segue da più tempo, forse, un poco ci capirà. Già, perché dopo qualche tempo di silenzio, indispensabile per dare gli ultimi ritocchi e prepararsi al meglio al nuovo start, Blitz rinasce. Non dalle sue ceneri, per fortuna, perché la salute non era malaccio anche prima dello stop, ma rinasce comunque più forte, con nuove energie e puntando lontano. Proprio come ogni squadra che ripassa gli ultimi schemi sognando il Super Bowl.

Nuovo sito, nuova grafica, nuovi contenuti… e un’idea di giornalismo che nuova non è, anche se ultimamente sembra un po’ essersi persa tra fake news, clickbait e contenuti gratuiti, pronti da dimenticare un minuto dopo averli visualizzati. È un rischio, ne siamo consapevoli, ma è qualcosa che abbiamo ritenuto necessario: un po’ perché ogni lavoro di qualità, nel nostro mondo ideale, è giusto che abbia un riconoscimento; e un po’ perché non di sola passione vive l’uomo, e Blitz non fa eccezione.

Qualcuno, a questo punto, potrebbe alzare la mano e chiedere spiegazione su quella parola buttata lì: “qualità”. Chi ci conosce speriamo non abbia dubbi su ciò che intendiamo, così come qualcun altro che ci segue da tempo, forse suo malgrado, non abbiamo dubbi penserà l’opposto. Non si può piacere a tutti, lo sappiamo, ma per fortuna l’Internet è un mondo infinito in cui c’è spazio per ciascuno, senza dover per forza pestarsi i piedi o rischiare l’unnecessary roughness a ogni tweet.

Per tutti gli altri, quel “qualità” è più che altro una promessa, da scoprire articolo dopo articolo, commento dopo commento, e a cui speriamo di non venire mai meno. Per noi, infine, è un impegno, sul quale abbiamo riflettuto a lungo e per il quale abbiamo già speso qualche ora di sonno, investito qualche risorsa e, soprattutto, scommesso un pezzettino del nostro futuro. Da qui in avanti, come è giusto che sia, saranno i lettori e gli appassionati a giudicare il nostro lavoro.

Perché una volta che inizia la stagione (avete presente la regular season? Quella roba lontanissima che sembra non arrivare mai ma prima o poi ricomincerà? Ecco, quella roba lì…) non c’è più spazio per le battute d’arresto e i tentennamenti: l’obiettivo dev’essere il Super Bowl, per le squadre che hanno cerchiato in rosso la data fin dall’inizio della stagione e per chi, invece, sa che dovrà giocarselo a ogni articolo, news e condivisione. Buona NFL a tutti, allora; buona lettura e, concedetecelo, solo per questa volta: buon (nuovo) viaggio a noi.

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