Playoff 2020: un’azione per ogni squadra | AFC

Per festeggiare l’inizio del momento più bello dell’anno (d’altronde il Natale per l’appassionato di Football non è il 25 dicembre ma il giorno del Super Bowl), andremo ad evidenziare per ogni squadra qualificata ai Playoff una singola azione rappresentativa della stagione appena passata.

Finalmente sabato iniziano i Playoff NFL! Per festeggiare l’inizio del momento più bello dell’anno (d’altronde il Natale per l’appassionato di Football non è il 25 dicembre ma il giorno del Super Bowl), andremo ad evidenziare per ogni squadra qualificata ai Playoff una singola azione rappresentativa della stagione appena passata.

Iniziamo dalla AFC:

QUI trovate invece l’analisi sulle squadre della NFC

INDICE

KANSAS CITY CHIEFS: MAHOMES TO KELCE

Kansas City si presenta ai playoff con il maggior numero di yard lanciate (5.005), di cui il 53% solo alla coppia Kelce-Hill. Ormai l’attacco di Andy Reid è un ingranaggio al limite della perfezione, capace di generare big-play a ripetizione (sono al secondo posto per lanci oltre le 20 yard, dietro i Texans).

Il sistema di Reid si basa sulla possibilità di allungare verticalmente le difese grazie alla velocità dei suoi Receivers e al braccio di Mahomes, liberando lo spazio centrale per il miglior Tight End della Lega (anche se considerare solo Tight End il secondo miglior ricevitore per numero di yard dell’intera NFL potrebbe sembrare riduttivo).

Con 34 secondi da giocare e Kansas City sotto di 3, gli Chiefs si presentano sulle 22 yard avversarie con sul lato destro due Wide Receiver più Kelce, sul lato sinistro il solo Tyreek Hill e il Running Back in posizione “sidecar” a lato del Quarterback (in questo caso sul lato sinistro). Las Vegas risponde con due Safety alte (che teoricamente dovrebbero evitare big play).

Allo snap, a parte il Running Back che si allarga per dare una valvola di sfogo, sia i Wide Receiver che Kelce corrono tracce verticali, con una Safety che copre sui due Wide Receiver a destra e l’altra che si dovrebbe occupare di Kelce (a dimostrazione dell’efficacia dell’attacco di Kansas City, Hill viene marcato da un solo uomo di cui si libera abbastanza facilmente).

Solitamente l’abilità di correre di Mahomes viene sottovalutata, ma in questo caso non appena accenna due passi verso la linea di scrimmage, l’attenzione dei difensori dei Raiders si focalizza su Mahomes, al punto che la Safety si lascia passare dietro Kelce. Nel preciso momento che la Safety fa un passo avanti verso il Quarterback la partita è finita. Con un movimento rapidissimo Mahomes trova tutto libero in end-zone Kelce per i 6 punti.

BUFFALO BILLS: STEFON DIGGS

C’è un Josh Allen prima dell’arrivo di Stefon Diggs a Buffalo, sempre in bilico tra un buon Quarterback e un disastro totale (basti pensare ai playoff dell’anno scorso) e il Josh Allen dopo Diggs, che si propone tra i seri contendenti al titolo di MVP.

Dopo aver forzato la sua uscita da Minnesota, Diggs si è preso la scena diventando il miglior ricevitore della Lega per ricezioni (127) e yard ricevute (1.535). Brian Dabboll (l’Offensive Coordinator dei Bills) ha trovato il giusto sistema per permettere al numero 14 di dominare, grazie al suo bagaglio di finte che non sfigurerebbero su un parquet NBA.

In questa azione durante la larga vittoria contro i Patriots, Diggs parte a destra, a fianco del Tight End. La play action (la finta di consegnare la palla al Running Back per poi lanciarla) immobilizza i linebacker che devono preoccuparsi anche della velocità di Josh Allen. A questo punto Diggs esegue una finta di attaccare l’esterno per poi tagliare verso l’interno. Questo movimento all’apparenza semplice in realtà gli permette di guadagnare la giusta separazione dal difensore. Il lancio di Allen arriva puntuale ma non è perfetto, perché lo porta verso la Safety che sta arrivando in aiuto.

Diggs si trova in mezzo a due difensori, ma assorbendo il contatto (e dimostrando una notevole forza fisica) riesce a far andare a vuoto l’intervento di entrambi i difensori e segnare l’ennesimo TD.

PITTSBURGH STEELERS: PASS-RUSH

L’era di Big Ben che risolve le partite solo con il suo braccio è finita. Con la media di 6,3 yard per lancio ormai Roethlisberger è diventato un glorioso game-manager, ma Pittsburgh è riuscita lo stesso a concludere la stagione con il miglior record dal 2017 (c’erano ancora Le’Veon Bell e Antonio Brown).

Il merito va in gran parte alla difesa, capace di registrare ben 56 sack (primi nella Lega). T.J. Watt non è più il fratellino di J.J. ma il difensore con il maggior numero di sack quest’anno con 15 e Stephon Tuitt lo segue da vicino con 11.

Nonostante il focus sia sul sack di T.J. Watt, una difesa ha bisogno di equilibrio per reggere e in questo caso la splendida copertura dei Defensive Back permette alla linea difensiva di avere più tempo per raggiungere il Quarterback, al punto che durante il video non c’è un singolo secondo in cui ci sia un ricevitore libero.

Gli Steelers blitzano con sei giocatori, con il Cornerback Mike Hilton (#28) che entra alla sinistra di T.J. Watt. Il maggior numero di difensori costringe la linea offensiva di Washington a bloccare su Watt con il solo #76 e su Tuitt con il #73. La “tasca” creata dalla linea offensiva sembra reggere per un secondo, ma Tuitt riesce a spingere indietro il #73 quanto basta per arrivare al Quarterback. Anticipando ciò che sta per succedere Watt si stacca immediatamente dal #76 e riempie lo spazio lasciato libero da Tuitt e il #73, giusto in tempo per avere il Quarterback non in equilibrio incapace di evitare il dodicesimo sack stagionale di T.J. Watt.

TENNESSEE TITANS: PLAY ACTION

Tennessee Titans: Play action

Dopo la sorpresa della scorsa stagione, sembrava impossibile che i Titans potessero ripetersi guidati da un Quarterback cacciato dai Dolphins ed un attacco basato su un Running Back. Eppure, nonostante le diffidenze iniziali, Tennessee si è qualificata vincendo la propria division e con il maggior numero di vittorie dal 2008.

La squadra di coach Vrabel ha talento da entrambi i lati della linea di scrimmage ed è ben allenata, ma non si può negare l’impatto di Derrick Henry, l’unico Running Back in grado di entrare nella discussione per il premio di MVP.

Ma l’impatto di Henry non si vede solo nelle corse, ma anche nel terrore che incute negli avversari, rendendo la play-action dei Titans immarcabile.

A due yard dalla end-zone, Henry è il principale obiettivo della difesa dei Bears, che lascia tutti i Wide Receiver in single-coverage. Tennessee manda il Wide Receiver sulla sinistra su una traccia “flat” (piatta ad uscire), il Wide Receiver a destra su una traccia “in” (quindi che rientra piatta verso il fondo della end-zone), ma è lo Slot Receiver che diventa essenziale in questo schema, bloccando il difensore del Tight End Jonnu Smith (un’azione al limite del regolamento, che lascia la discrezionalità agli arbitri di giudicare se il Wide Receiver stia correndo la sua traccia o bloccando).

Infatti, nel momento che Tannenhill decide di tenere l’ovale al posto di consegnarlo ad Henry e si allarga sulla destra, Smith è completamente libero in end-zone, per i sei punti che chiudono la partita.

BALTIMORE RAVENS: OPTION PLAY

Sicuramente la stagione dei Baltimore Ravens non è stata dominante come la scorsa, ma dando un’occhiata alle statistiche, non si può non notare che il running-game dei Ravens è stato all’altezza della scorsa stagione con 3.071 yard totali (l’anno scorso furono 3.296), 5,5 yard per portata (stesso valore nel 2019) e 24 TD (tre in più rispetto al 2019).

Tutto il rushing-game si basa sulla possibilità di giocare azioni “option”, con il Quarterback che può decidere di consegnare l’ovale al Running Back o tenerlo per sé e correre. A volte può anche decidere di tenerla e lanciare, facendo diventare l’azione un RPO (Run-Pass Option), concetto preso in prestito dal College Football e reso famoso dai Philadelphia Eagles l’anno del Super Bowl.

Vista l’assenza di un vero Wide Receiver di assoluto livello, Baltimore si è trovata davanti almeno 8 difensori “in the box” (ovvero l’area di 3/5 yard occupata da Defensive Lineman e Linebacker) per circa un terzo degli snap.

Anche in questo caso Dallas non lascia nessuna Safety a protezione dell’end-zone, marcando tutti i Wide Receiver a uomo. Prima dello snap, Lamar Jackson manda in motion il Wide Receiver Boykin (#80) facendolo spostare dalla posizione di Slot Receiver ad una posizione larga a destra (togliendo un altro difensore dal centro del campo). Lo schema dei Ravens prevede che la Guardia sinistra vada in “pull” (ovvero si sposti dalla sua zona di partenza per andare a bloccare un altro giocatore) verso DeMarcus Lawrence (#90), ma la velocità di Lawrence gli permette di penetrare nel backfield non toccato.

In questo momento, Jackson decide di non consegnare l’ovale al Running Back e di attaccare lo spazio lasciato libero da Lawrence, che viene preso controtempo dalla rapidità di Jackson. Per Dallas l’unica speranza è il Linebacker Leighton Vander Esch (#55) che dovrebbe coprire lo spazio lasciato libero da Lawrence. Ma Vander Esch viene ingannato dalla finta di consegnato al Runningback, al punto che si accorge di Lamar Jackson quando ormai è troppo tardi e l’MVP del 2019 ha già via libera per l’end-zone.

CLEVELAND BROWN: RUN GAME

Come ormai tutti sanno, i Cleveland Browns non raggiungevano i playoff dal 2002. Coach Kevin Stefanski ha portato con sé dal Minnesota il suo attacco basato principalmente sulle corse e su formazioni “pesanti” con più Tight End in campo allo stesso momento (i Browns sono primi nella Lega per snap dalla “13 Formation” ovvero con un Running Back e 3 Tight End con il 13%).

Cleveland ha finito l’anno al terzo post per yard corse (dietro a Baltimore e Tennessee), con Nick Chubb e Kareem Hunt che hanno finito l’anno rispettivamente con 1.067 e 841 yard corse. In una Lega che tende sempre di più verso il passing-game, i Browns sono finiti al quart’ultimo posto per percentuale di passaggi sul totale degli snap al 51,57%.

In questa azione possiamo vedere i principi base dell’attacco di Stefanski. A 9 yard dalla goal-line Cleveland si presenta con un solo Receiver in campo (lasciato in single-coverage da Houston). In questo momento Cleveland si ritrova in svantaggio di un uomo avendo otto bloccanti e il Running Back contro dieci difensori.

Allo snap, sette bloccanti si spostano verso destra (zone blocking), con Chubb che direziona la sua corsa in quel senso per i primi due passi. L’unico che non blocca verso destra è il Tight End Austin Hooper che si disinteressa di J.J. Watt e blocca il Linebacker più a sinistra. La scelta di non bloccare Watt è assolutamente voluta, dato che Stefanski conta di rallentarlo quanto basta grazie alla paura che Baker Mayfield possa tenere palla e lanciare, il passo che fa verso il Quarterback al momento dell’handoff risulterà fatale.

Infatti, poco prima di arrivare alla linea di scrimmage, Chubb cambia direzione e attacca il lato sinistro del campo, con Watt che viene tagliato fuori dall’azione essendo ormai troppo profondo e l’unico difensore su quel lato bloccato da Hooper. Per Chubb si tratta solo di battere in velocità la Safety per arrivare in end-zone.

INDINAPOLIS COLTS: RUN DEFENSE

Come abbiamo visto dalle analisi precedenti, nella AFC sono presenti i migliori attacchi sulle corse della NFL. Baltimore, Tennessee e Cleveland (oltre ai Patriots non presenti in questo articolo) basano i propri schemi offensivi sul run-game e i Colts hanno deciso di essere l’antidoto contro questi attacchi.

Con 3,7 yard per corsa concesse, Indianapolis si posiziona al secondo posto dietro i Tampa Bay Bucaneers in questa statistica. Ma il vero fiore all’occhiello della squadra di Frank Reich è il non aver concesso nessuna corsa sopra le 31 yard in tutta la stagione, nonostante avere in calendario partite contro Ravens, Titans, Browns e Vikings.

Ad esempio, questa azione è tratta dalla partita contro i Ravens: sul 3rd&4, i Colts si presentano con una sola Safety alta (entra nel campo visivo ad azione quasi conclusa) e i tre Wide Receiver marcati in single coverage. I Ravens invece eseguono un’azione simile a quella analizzata precedentemente, con Lamar Jackson che finta di consegnare al Running Back per correre lui.

La finta porta effettivamente i suoi frutti, aprendo il corridoio centrale in cui Jackson si infila. La Guardia #77 (Bradley Bozeman) ha il compito di bloccare il Linebacker davanti, ma quello è Darius Leonard (#53). Leonard esegue una finta di attaccare la spalla destra di Bozeman e cambia direzione, facendo perdere al bloccante l’opportunità di intervenire. Il risultato? Tackle sulla linea di scrimmage e i Ravens costretti al punt.

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