Un italiano al Super Bowl 52

La storia di un sogno che diventa realtà...

Ognuno di noi ha un sogno, più o meno realizzabile, scritto da qualche parte, su un foglio di carta tenuto nel portafogli o nella propria mente, senza il quale verrebbe a mancare uno stimolo per andare avanti.

Questa è la storia di Gian Marco, 34enne romano, consulente aziendale, tifosissimo degli Eagles e con un sogno nel cassetto: vedere un Super Bowl dal vivo.

Per un  appassionato di football americano, il sogno per eccellenza è quello di poter assistere dal vivo ad una vittoria della propria squadra del cuore, magari sul palcoscenico più importante del mondo: il Super Bowl.

U.S. Bank Stadium

Abbiamo deciso di raccontarvi come questo sogno possa realizzarsi davvero in un freddo pomeriggio invernale, grazie alla storia di Gian Marco, un 34enne romano, con un lavoro normale e uno stipendio conforme alla media, ma con una passione per questo sport sicuramente fuori dal comune: insomma, uno come tutti noi. Un ragazzo che ci ha ricordato di inseguire sempre il nostro sogno se pur questo ci tormenta.

Tanta passione e molta decisione:

Il primo passo da affrontare è, ovviamente, avere un fuoco che arde nel petto e che non può essere domato dalle domeniche passate davanti al televisore con birra e hamburger a tifare la squadra di un Paese tanto lontano da sembrare irraggiungibile.

Gian Marco questo lo sa bene e dopo aver visto i suoi Eagles asfaltare l’impenetrabile difesa dei Vikings nell’NFC Championship Game, ha deciso che l’occasione era troppo ghiotta per non essere presa al volo e, seppur con gli inevitabili dubbi iniziali del caso, ha iniziato a indagare sui prezzi e sulle procedure da seguire per poter assistere al Super Bowl 52, che si sarebbe giocato domenica 4 febbraio allo U.S. Bank Stadium di Minneapolis.

L’ingresso dello U.S. Bank Stadium

Come volare verso gli Stati Uniti?

Che ci crediate o no, gli States non appartengono al mondo delle fiabe, ma sono raggiungibili con meno di 1000€ tra andata e ritorno. Nella stragrande maggioranza dei casi, è conveniente effettuare uno o più scali in altre città europee (Francoforte, Madrid, Londra, Dublino e Parigi sono quelle più comuni, ma variano a seconda della destinazione finale), anche se esistono dei voli diretti da Roma o Milano i quali, però, sono più costosi e soprattutto si limitano alle tratte verso New York, Boston, Miami e Los Angeles.

Questa volta la scelta è stata obbligata ed è ricaduta su un doppio scalo Roma-Londra-Chicago-Minneapolis.

Il prezzo? Ben 972 euro nonostante gli scali, ma siamo nei giorni che precedono il Super Bowl e negli USA tutto costa il doppio. Dunque un biglietto poco economico e un viaggio stancante, certo, ma l’adrenalina fa sempre il suo dovere e trasforma la stanchezza verso la felicità che a livello fisico e mentale pesa meno di quanto si creda.

I biglietti del Super Bowl 52

Dove comprare il biglietto per il Super Bowl?

Prima di arrivare al volo, però, c’è una serie di procedure da seguire e la prima è la ricerca più importante: quella del biglietto per la partita.

È inutile nasconderlo, prendere parte ad uno degli eventi più attesi dell’anno è una scelta economica non da poco: i biglietti si trovano generalmente su piattaforme online di rivendita come TicketMaster e StubHub e quest’anno i prezzi di un ticket acquistato con poco preavviso (cioè dopo aver scoperto quali fossero le squadre partecipanti) partivano dai 3000 euro in su; per godersi lo spettacolo da una postazione sufficientemente favorevole, tuttavia, è difficile che si possano mettere in conto meno di 4000 euro.

Gian Marco ha acquistato un biglietto per un posto centrale, ma abbastanza in alto, per la modica cifra di 3800 euro: si tratta di un investimento a tutti gli effetti sulla propria passione, ma chiunque ci sia andato vi dirà che è un’esperienza indimenticabile che vale assolutamente la pena di fare.

La gelida Minneapolis

Dove dormire e come spostarsi in città?

Le città che ospitano il Super Bowl divengono per qualche giorno il centro assoluto del Nord America e trovare un luogo dove pernottare in extremis è ovviamente difficile: a Minneapolis gli alberghi erano tutti pieni e quelli che avevano qualche posto disponibile richiedevano cifre esorbitanti (prezzo minimo di 750 euro a notte) e, a meno che non si voglia finire in luoghi poco raccomandabili o lontani dalla città, il consiglio da seguire è quello di spulciare ogni pagina di Airbnb e siti simili fino a quando non si riesce a trovare una combinazione tra qualità e prezzo adatta alle proprie capacità economiche.

Nel caso di Gian Marco, la destinazione scelta è stata un appartamento, condiviso con un tifoso dei Patriots di nome Greg giunto da Atlanta, il cui costo si aggira intorno agli 80€ a notte: un prezzo onesto, considerando che la sistemazione in questione si trova nei pressi di una stazione della metropolitana. Peccato solo che il giorno della partita fosse chiusa per motivi di sicurezza e si dovesse prendere un bus sostitutivo.

Per chi ha intenzione di raggiungere lo stadio con la propria auto, invece, dovrà fare i contri con i prezzi esorbitanti del parcheggio, infatti per parcheggiare nei pressi dello U.S Bank Stadium ci vogliono ben 200 dollari. Una vera follia!

Dunque è consigliato usare i mezzi pubblici ad ogni costo.

Festa della vigilia Eagles

Non c’è nulla da fare, i brividi che ti procura una partita della NFL sono una delle sensazioni più belle al mondo. Il freddo glaciale di Minneapolis può gelare il sangue in un lampo (quest’anno si sono raggiunti i -40°C a dicembre), ma non c’è miglior anticoagulante dell’adrenalina in questi casi.

La settimana del match il meteo è stato relativamente clemente, con temperature intorno ai -10°C e solo un giorno di precipitazioni nevose. Purtroppo, la nevicata ha colpito il Minnesota il sabato, 24 ore prima del fischio di inizio, quando i tifosi delle due squadre potevano partecipare ad eventi organizzati dalla Lega in collaborazione con la città di Minneapolis tra cori e incontri con leggende del calibro di Brian Dawkins, Willie McGinest e il presidente degli Eagles Jeffrey Lurie. Per i tifosi dei Patriots c’era la possibilità di incontrare il presidente Robert Kraft.

Le condizioni climatiche non hanno ovviamente impedito lo svolgimento delle celebrazioni, ma hanno costretto i fans a soffrire un po’ più del dovuto. Nonostante le differenze culturali cui Gian Marco ha dovuto far fronte, in primis la totale ignoranza degli americani in fatto di scaramanzia che lo ha costretto a spendere due giorni a fare scongiuri, le ore per lui sono passate in un clima di festa e speranza nell’attesa della giornata in cui ogni desiderio si sarebbe finalmente realizzato.

Gian Marco presso il Gate dello U.S. Bank Stadium

Il grande giorno: 4 Febbraio 2018, Minneapolis

Entrare in quell’impianto enorme, luminoso e magnifico, pieno di gente follemente innamorata della propria squadra che canta come se non ci fosse un domani (siamo sicuri che ci sia?), è comparabile a quello che ha provato Neil Armstrong il 20 luglio 1969, quando ha compiuto il primo passo sulla superficie lunare.

Il cuore sembra esplodere, la mente prova invano a dare una spiegazione razionale a quello che sta accadendo, ma alla fine sono le lacrime ad affiorare. Il biglietto viene controllato dai vari addetti 3-4 volte, bisogna seguire un percorso specifico per giungere alla propria postazione, ma di tutto ciò resta una traccia flebile, perché l’unica cosa che conta in quel momento è la sensazione indescrivibile che accompagna la realizzazione di un sogno.

Poi si sa, nessuno batte gli Americani in fatto di spettacolo: il pre-partita, che contempla video memorabili sui mega schermi, caccia militari che sorvolano lo stadio e il glorioso “Star-Spangled Banner” interpretato da Pink, fa trascorrere in fretta il tempo in attesa del kickoff.

Gian Marco scatta un selfie durante l’inno nazionale di Pink

Poi BOOM! Si comincia a sperare, a godere, a soffrire nella maniera più bella possibile, giocata dopo giocata, punto dopo punto, fino all’ultimo secondo, quando il lancio dell’Ave Maria di Brady tocca finalmente terra, decretando gli Eagles di Gian Marco Campioni del Mondo (per la prima volta nella loro storia).

Gioia, gioia sconfinata: ci sono solo fiumi di lacrime e cori degli Eagles. Due settimane di ansie e preoccupazioni, stanchezza dettata dal fuso orario e freddo artico si sono materializzati nella vittoria, per il protagonista della nostra vicenda, più bella di sempre.

Il ritorno alla normalità: Minneapolis-Chicago-Londra-Roma. Stesso percorso dell’andata, stessa facilità nell’affrontare il tragitto (nonostante bufere di neve e voli in ritardo e/o cancellati) grazie ai mille pensieri che vagano per la testa, tutti meravigliosi. Tornare alla propria routine dopo una tale esperienza significa far scoppiare la bolla di felicità in cui si è stati rinchiusi per poco meno di una settimana, con la consapevolezza che quella bolla, in qualche modo, sarà per sempre una parte di te.

Philadelphia ha vinto e Gian Marco è visibilmente commosso

Epilogo:

A molti la storia di Gian Marco potrà sembrare una follia, è vero. Spendere circa 5000 euro per una partita di football americano che dura 60 minuti, ma chi ce lo fa fare? Eppure, è quello che ogni appassionato di questo sport ha sempre sognato di fare.

Non si tratta semplicemente di uno sfizio da togliersi, si tratta di poter cancellare il nostro sogno più grande dal foglietto dei desideri (che teniamo nel portafogli) e trascriverlo su quello dei ricordi che portiamo sempre con noi, senza bisogno di nasconderlo in tasca.

Allora? Costa state aspettando? L’anno prossimo fatelo anche voi!

E ricordate che nel mondo nulla di grande è stato fatto senza passione.

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